Il vecchio proiettore nella nuova palazzina: così Muggia ricorda “il cinema dei socialisti”

L’edificio è sorto sulle ceneri del cinema Volta, demolito nel 2018. Dietro una vetrata, un segno tangibile del passato 

LA STORIA

MUGGIA

Percorrendo, a Muggia, via d’Annunzio, all’altezza del Commissariato di Polizia, fa capolino, dietro a una vetrata in connessione con l’atrio a cui si arriva dal portone di ingresso dello stabile nuovo di zecca, un enorme proiettore. È quello dello storico cinema Volta che fortunatamente è riuscito a resistere a questi anni tribolati, che hanno visto la struttura passare di proprietà e versare in un indecoroso stato di abbandono per decenni. Un pezzo di storia cittadina, dietro una teca ancora in fase di allestimento, che si è salvato dalla furia distruttrice di chi non vede utilità dietro un vecchio arnese antiquato ma che custodisce significati e, per molti, anche ricordi.

Una storia, quella del vecchio cinematografo muggesano, non molto dissimile da quella di tante altre strutture del genere disseminate lungo lo Stivale. E anch’essa, come per tanti piccoli cinema di provincia, finita male negli anni Settanta. Tutte le cittadine italiane hanno avuto un “cinema Paradiso”, “Eden” o “Lux”, e molti hanno fatto la stessa brutta fine di quello immortalato da Tornatore nel suo capolavoro cinematografico. Anche Muggia ha avuto il suo “cinema Paradiso” in un certo qual modo. Solo che, a differenza di quello della pellicola vincitrice dell’Oscar, del cinema muggesano si è riusciti a conservare una reliquia, quel proiettore che, in ottime condizioni, si mostra ai passanti.

Luogo di incontri e di scontri ideologici, il cine-teatro “Volta”, il “cinema dei socialisti” come lo chiamavano, fu costruito ex novo negli anni Cinquanta dall’allora Partito socialista della Venezia Giulia (sezione triestina del Psdi) grazie a dei fondi del dopoguerra provenienti dai sindacati americani: si contrapponeva all’altro cinema della cittadina rivierasca, il cinema-teatro “Verdi”, l’attuale teatro cittadino, che era la “sala dei comunisti”. Una struttura importante – 400 metri quadrati su due piani – che nel corso degli ultimi decenni del secolo scorso ha ospitato un sindacato di pensionati, un bar, con la sala che occasionalmente veniva usata per veglioni carnascialeschi e feste varie. L’immobile, inizialmente di proprietà della Cooperativa Amico di Sudis – sodalizio nato a Muggia nel 1949 con lo scopo di costruire e acquisire immobili da destinare all’utilizzo collettivo del partito, tra i quali, appunto, il Volta – venne ceduto allo Sta (Studio Tecnico Associati) nel 2000. Quest’ultima proprietà chiese e ottenne dal Comune di Muggia il permesso di demolire lo stabile e fabbricarne uno ex novo. Cosa che avverrà ma per la quale occorrerà aspettare quasi diciotto anni: a marzo del 2018 le ruspe demolirono la struttura teatrale. Al suo posto un nuovo condominio. E il vecchio proiettore. Una coesistenza possibile che è risultata molto apprezzata dai muggesani che, sui social dedicati alla cittadina, hanno elogiato il recupero e la parziale fruibilità visiva. —



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