Impianto non a norma: dieci famiglie al freddo da ormai due settimane

Dal 13 novembre senza gas e quindi senza riscaldamento, senza la possibilità di usare l’acqua calda o di cucinare. L’incubo per il condominio di via del Molino a vento 22 è iniziato poco meno di un mese fa quando, a seguito della prova di carico dell’impianto, è emersa una situazione non conforme alle norme: in casi come questo, AcegasApsAmga ha l’obbligo di interrompere l’erogazione del gas. I lavori dovrebbero iniziare a breve e concludersi probabilmente entro 10 giorni: a quel punto dovrebbe riprendere la fornitura per i 10 appartamenti che compongono lo stabile.
Resta però un disagio importante, sulle cui cause è in corso un braccio di ferro tra alcuni residenti e l’amministratore Catalano. A riepilogare la vicenda è Marina Coretti, che parte dal 4 aprile scorso: «L’assemblea condominiale aveva stabilito, su proposta dell’amministratore dello stabile, di effettuare una verifica delle condizioni dell’impianto. Da allora però è rimasto tutto fermo fino a inizio novembre, quando la ditta incaricata ha fatto le verifiche che hanno portato alla situazione attuale. Al momento mi sono fatta carico di manifestare tutto il disagio del condominio visto che in pochi se la sono sentita di fare una denuncia pubblica. Posso dire che la situazione non è più accettabile, io sono costretta in cucina con la stufa portatile e non posso neanche cucinare. I lavori dovevano essere fatti questa estate quando i disagi potevano essere molto più contenuti rispetto a ora con il freddo».
Francesco Catalano, della omonima società che amministra lo stabile, precisa che «abbiamo deciso di fare la prova di carico a ottobre perché in caso di problematiche si sarebbe potuti intervenire con un risanamento dell’impianto dal costo di 5-6 mila euro. Se la prova di carico fosse stata effettuata in estate, AcegasApsAmga avrebbe richiesto invece di rifare completamente l’impianto, e in questo caso il costo sarebbe stato di 10-15 mila euro. Rilevo come, da parte della condomina, ci sia una estrema faziosità anche perché è stata l’assembla a decidere di deliberare solo la verifica, senza prevedere dei fondi per eventuali interventi. Ciò ha comportato dei tempi tecnici più lunghi perché abbiamo dovuto convocare un’altra assemblea pochi giorni fa per approvare la spesa e il via libera ai lavori». —
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