Importunava le donne fermato quindicenne
In pieno giorno, gironzolando in sella alla sua mountain-bike lungo una via a ridosso del centro, puntava una donna e poi la toccava. Lo hanno raccontato ai carabinieri di via Sant’Anna le vittime, tutte residenti tra i 40 e 50 anni, del presunto molestatore, un quindicenne monfalconese. Che ora, su richiesta del sostituto Nicola Russo della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Trieste e disposizione del giudice per le indagini preliminari Angela Giannelli, è stato collocato in una comunità fuori dal Friuli Venezia Giulia, seguito dai Servizi sociali.
La misura cautelare è scaturita dall’accusa nei confronti del quindicenne, di nazionalità italiana, studente, ritenuto responsabile dai carabinieri di alcuni episodi di violenza sessuale, atti osceni e di catcalling, termine di attualità che indica l’esternazione per strada di pesanti e irrispettosi commenti nei riguardi d’una donna, per nulla galanti.
Le indagini erano iniziate a fine settembre, dopo una serie di palpeggiamenti avvenuti in pieno giorno, anche al mattino, per le vie del centro e in un rione periferico. Vittime alcune donne della zona, nei confronti delle quali il giovane, in almeno tre circostanze, era stato piuttosto esplicito: si era slacciato i pantaloni.
Le cittadine, donne mature, non avevano lasciato correre e si erano rivolte immediatamente alla stazione dei carabinieri per denunciare gli episodi molesti. E i militari si erano subito messi in moto, sicché era stato possibile eseguire in tempi utili i primi accertamenti, partendo dalla descrizione del giovane fornita dalle vittime e dal sommario riferimento agli indumenti indossati dal ragazzo in quei frangenti, nonché alla bici, una mountain-bike, impiegata per allontanarsi in fretta dopo le violenze.
La svolta, quando una delle vittime aveva riconosciuto per strada il quindicenne, il giorno seguente il fatto che l’aveva profondamente turbata. Di qui la richiesta di intervento dei carabinieri che, precipitatisi lì, avevano rintracciato il minorenne e poi lo avevano accompagnato in caserma per l’identificazione. Tre delle donne che tra il 24 settembre e il 1° ottobre avevano denunciato le molestie lo avevano indicato. Per una quarta il riconoscimento era sfumato: quel giorno l’uomo che l’aveva avvicinata indossava il cappuccio della felpa e la mascherina.
L’ultimo tassello investigativo è stato aggiunto con una «mirata perquisizione» delegata dall’autorità giudiziaria, che ha «consentito di rinvenire l’abbigliamento indossato dal ragazzo in occasione degli episodi denunciati dalle vittime e di cristallizzare le prove sino ad allora raccolte, inchiodando il sospettato», spiegano i militari. La Procura del Tribunale per i minorenni, concordando con le risultanze investigative dei carabinieri di Monfalcone, ha dunque richiesto il collocamento in comunità. Misura disposta dal gip in questa fase preliminare. —
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