«In 20 anni 150 milioni alla città»

Il traguardo dei 150 milioni di euro è stato superato il 30 giugno scorso. È il bilancio dei primi vent’anni dalla costituzione della Fondazione CRTrieste e della sua attività a servizio dello sviluppo economico, culturale, scientifico e sociale del territorio, sono stati celebrati ieri nel capoluogo giuliano. Sette milioni e mezzo all’anno destinati alla città.
Il presidente, Massimo Paniccia, ne ha ripercorso la nascita come «ente conferente» della Cassa di Risparmio di Trieste in seguito alla cosiddetta «legge Amato» del luglio 1990 affiancato dai vicepresidente Renzo Piccini e Adalberto Donaggio e dal segretario generale Paolo Santangelo. Tale norma prevedeva che le Casse trasferissero la propria azienda bancaria a un’apposita società per azioni. Gli «enti conferenti» assunsero così lo status di fondazioni, con una nuova disciplina che prevedeva il perseguimento di scopi di utilità sociale, oltre alla piena capacità di diritto pubblico e privato.
Dalla nascita a oggi la Fondazione CRTrieste ha deliberato complessivamente oltre 150 milioni di euro per progetti ed erogazioni, di cui il 64,13 per cento nel settore della cultura, arte e istruzione, il 23,24 per cento in quello dell’assistenza e sport e il 12,63 per cento nel settore della ricerca scientifica e sanità.
Molte delle principali iniziative che si sono svolte a Trieste fra il 1992 e il 2012 hanno potuto contare sul sostegno, spesso decisivo, della Fondazione o in alcuni casi sono state promosse o realizzate direttamente. Fra di esse il recupero dell’ex-Pescheria, ora Salone degli Incanti, inaugurato nel 2006 con la mostra Andy Warhol’s Timeboxes. E ancora iniziative per valorizzare l’arte prodotta sul territorio con l’acquisto della collezione «Arte e Industria Stock», e le tredici monografie dedicate a importanti artisti locali.
Anche il settore della ricerca scientifica e sanità dimostra l’attenzione della Fondazione al territorio. Ne sono un esempio il Centro Studi Fegato e il Centro Clinico Sperimentale di Cardiologia Molecolare (Ctc), progetti dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti di Trieste e dell’Irccs Burlo Garofolo.
In campo sociale, la realizzazione di Casa Brandesia, del Centro Diurno di via Udine e di iniziative come il «Progetto di socializzazione per anziani» che consente a oltre 1.300 persone momenti di svago nelle case di riposo triestine.
Il sostegno della Fondazione ha consentito la nascita della Facoltà universitaria di Architettura, eccellenze come il Mib, la Sissa e l’Area Science Park per favorire l’internazionalizzazione del territorio. C’è anche un progetto unico in Italia: l’ampliamento dell’asilo Strekelj di Aurisina, realizzato grazie all’utilizzo in modo innovativo dello strumento giuridico del “trust”, consentendo così di ridurre i tempi di realizzazione dell’opera. «Il traguardo degli oltre 150 milioni di euro finora erogati - ha detto Paniccia - ci sprona a proseguire nell’impegno, ormai consolidato in vent’anni di attività, di creare valore e benessere per la comunità, nella consapevolezza della responsabilità che la Fondazione ha nei confronti del territorio e delle sue istanze».
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