In attività dal 2007 senza concessione Zagabria fa scattare i sigilli sul marina

A una manciata di settimane dal via all’alta stagione turistica, l’altro pomeriggio è stato chiuso uno tra i più noti marina della Dalmazia, quello in località Krvavica, a pochi chilometri da Basca Voda, in Dalmazia. All’origine del clamoroso gesto, il fatto che da 12 anni - ovvero dal 2007 - il porticciolo turistico era in funzione senza un contratto di concessione: veniva dunque utilizzato abusivamente, posto che ovviamente senza contratto non si può fruire di un impianto ubicato in un’area in regime di demanio marittimo. L’utilizzo abusivo, va sottolineato, ha riguardato un marina che non è in mani private, ma appartiene allo Stato croato. Parliamo di un porticciolo che si estende su una superficie di 30 mila metri quadrati e dispone di 255 posti barca, di cui 195 in mare mentre 60 riguardano il rimessaggio a secco. La struttura, chiamata Ramova Krvavica, è stata sigillata da un team di ispettori del ministero croato della Marineria e Trasporti, passo che ha obbligato i 25 addetti a restare a casa fino a nuovo ordine.
La chiusura è stata ovviamente disposta in via provvisoria: l’impianto verrà per il momento affidato all’Autorità portuale della Regione di Spalato. Impossibile conoscere a oggi la data di riapertura, né è noto a chi verrà affidata la gestione. Resta il fatto che per il marina il danno finanziario e d’immagine è enorme. Ogni anno, in media, le entrate toccavano i 20 milioni di kune, circa 2,7 milioni di euro circa. In questo momento, come ha reso noto il direttore della struttura Tonci Cizmić, nel marina ci sono 300 imbarcazioni. «Il guaio – ha detto Cizmić - è che ora il nostro marina, inaugurato nel 1999, è sprovvisto di addetti alla custodia. Temiamo per i natanti e quanto vi è a bordo: potrebbero entrare in azione dei malintenzionati a rubare tutto ciò che si può. Ramova Krvavica - ha chiuso Cizmić - ha un valore stimato sui 12–14 milioni di euro ed è vittima di pastoie burocratiche».
Per otto anni, periodo in cui l’impianto come porticciolo turistico aveva tutti i documenti necessari, tutto aveva funzionato a dovere. Nel 2007 erano stati effettuati lavori di ristrutturazione e ammodernamento e Ramova Krvavica era stata trasformata in marina a tutti gli effetti. Fin qui tutto a posto, sennonché la concessione non si poteva ottenere dalla Regione spalatino–dalmata fino a quando il Comune di Basca Voda non avrebbe modificato il proprio Piano regolatore, mutando lo status di Ramova Krvavica da porticciolo turistico in quello nautico. Un guazzabuglio di documenti, permessi, certificati, i quali hanno fatto sì che non si arrivasse mai al contratto di concessione.
«So che in questi 20 anni gli investimenti sono ammontati a 8 milioni di euro, ma finalmente è stato applicato lo stato di diritto – ha dichiarato il sindaco di Basca Voda, Joško Rošcićć– se il sottoscritto da privato avesse gestito il marina senza il documento sulla concessione, sarei finito in prigione per almeno 10 anni. Nei prossimi mesi partirà l’iter di legalizzazione, la cui durata al momento è tutta da valutare».
Nell’ambito dell’impianto ci sono un ristorante con 150 coperti e un parcheggio da 100 auto. Finora non è stata sporta alcuna denuncia per la fruizione illecita del marina. —
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