In Slovenia nasce Alleanza Bratušek

L’ex premier dimissionaria, eletta all’unanimità presidente del nuovo partito, incassa l’appoggio del “papà di Mercator”
Di Mauro Manzin

TRIESTE. La giunonica Alenka scende in campo. E lo fa con inusitata determinazione. Ruba una famosa battuta del film Frankenstein Junior e ad alta voce proclama: «To se da!», «Si può fare!». È il battesimo del suo nuovo partito, una “creatura” fortemente voluta dopo lo scisma da Slovenia positiva diventato oramai feudo del sindaco di Lubiana Zoran Jankovi„, scisma che l’ha “costretta” a dare le dimissioni da primo ministro. La nuova formazione si chiamerà Alleanza Alenka Bratušek (ZaAB), un nome non scelto a caso o perché potrebbe sembrare più accattivante. Nel nome sta scritto in pratica il programma politico della neoanata formazione, ossia cercare di ricompattare la sinistra slovena per cercare di arginare il fiume in piena del centrodestra alle prossime elezioni politiche anticipate del 13 luglio.

E lei, premier dimissionario, ha deciso di metterci la faccia. Ieri mattina all’ex stazione elettrica di Lubiana trasformata in centro congressi davanti circa 300 persone si è presentata decisa come non la conoscevamo ancora. “Mise” leopardata, la stessa che ha indossato nel corso della sua visita a Roma a palazzo Chigi dove ancora sedeva l’allora premier Enrico Letta (che sia una questione scaramantica?), ancora “immacolata” da qualsivoglia scandalo o scandaletto quasi grida dal microfono quello che più che a un programma politico assomiglia a un vero e proprio piano operativo.

Dal palco proclama che essere stata la prima premier donna della Slovenia non ha certo facilitato l’esperienza di dare vita a un nuovo partito. «Quando stai in quel posto (premier ndr.) è fondamentale che quel posto non ti si porti via, è fondamentale capire che non sei tu che sei speciale perché siedi in quel posto ma è il posto ad essere speciale». Poi la citazione filmica: «È fondamentale essere consapevoli che si può fare, che i cambiamenti sono possibili». «Non desidero più sentire - scandisce con determinazione - che non si può fare, bensì “là sono riusciti”, questo “si può fare”».

Bratušek poi sostiene che a suo avviso la Slovenia non è mai stata piccola, ma quando bisognava affrontare questioni serie «ci è mancato un lavoro comune», noi «al centro della missione poniamo la comprensione e il libero pensiero. Si è detta convinta che un anno di guida del governo le ha insegnato a valutare con realismo i grandi progetti. «Non mi attaccherò con cocciutaggine alla privatizzazione - ha precisato Bratušek - ma non rinuncerò alla ricerca del capitale indispensabile per le nostre aziende». Per le la standing ovation dell’intera sala.

A fianco di Alenka c’era quasi tutta la nomenklatura della sinistra slovena e chi non è venuto (Lista nazionale, Verdi, Pirati, Miro Cerar e Janez Poto›nik) hanno inviato un messaggio giustificativo e di incoraggiamento. Particolare significato poi è stata la presenza in sala di Miran Goslar meglio conosciuto a Lubiana come “il papà di Mercator”, la grossa catena della grande distribuzione slovena. Goslar fu uno dei principali sostenitori di Zoran Jankovi„ al tempo della nascita di Slovenia positiva. Oggi è al fianco di Bratušek. Circondato dai taccuini dei giornalisti e dalle telecamere più degli altri big politici presenti, sostiene che passare dalla parte di Alenka non è stato difficile, vede nel progetto Bratušek l’unica possibilità di dare vita nel Paese a un’alleanza a sinistra in grado di sfidare alle urne lo schieramento di centrodestra e di batterlo. E, almeno per ora, la Bratušek non pone alcuna pregiudiziale sul piatto del confronto.

L’elezione della premier dimissionaria alla presidenza di Alleanza Alenka Bratušek è stata una pura formalità coreografica. È unanimità, la stessa con cui si approvano lo statuto e gli organi del neonato pratito. Contro Alenka c’è, oltre alla presbiopia politica fin qui dimostrata dalla sinistra slovena, il pochissimo tempo che la separa dal fatidico 13 luglio. Ma lei, la leopardata Alenka, è una macchina da guerra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:sloveniapartiti

Riproduzione riservata © Il Piccolo