In via Rastello c’è la Signora dei cappelli Maria festeggia cinquant’anni di attività

Per i panama e le coppole i clienti arrivano da Slovenia e Triveneto. «È un accessorio che i giovani stanno riscoprendo»
Bumbaca Gorizia 2018-06-26 50 anni negozio cappelli via Rastello - © fotografia di Ilaria Tassini
Bumbaca Gorizia 2018-06-26 50 anni negozio cappelli via Rastello - © fotografia di Ilaria Tassini



Via Rastello si è stretta in un affettuoso e spontaneo abbraccio per festeggiare i primi cinquant’anni di attività commerciale di una delle sue decane, Maria Juretic, titolare della cappelleria che si affaccia sullo slargo all’incrocio con via delle Monache. Ed è bello pensare che martedì pomeriggio la signora Maria abbia provato, girando la chiave nella serratura del proprio negozio, la stessa emozione vissuta il giorno dell’inaugurazione, nell’aprile del 1978. Quando decise di rilevare la cappelleria, nel 1978, Maria era nel commercio già da dieci anni, durante i quali aveva gestito, sotto i portici che proteggono la passeggiata lungo la prima parte di via Rastello, un negozio di frutta e verdura. Da allora, sono trascorsi quarant’anni durante i quali Gorizia ha subito una trasformazione di cui è difficile trovare un esempio più fulgido di via Rastello.

Dell’antica via del commercio, un tempo brulicante di persone e botteghe, è rimasto, oltre all’appellativo, anche il sentimento di appartenenza e di amicizia tra i colleghi che ogni mattina continuano ad alzare le loro saracinesche e che martedì pomeriggio si sono presi volentieri una pausa dalle rispettive attività per rendere omaggio a Maria, arrivata in negozio del tutto ignara della festa che la figlia Anna le aveva abilmente orchestrato con la partecipazione di amici, parenti e vicini di bottega. Al brindisi hanno partecipato anche il sindaco Rodolfo Ziberna, che ha consegnato un attestato di benemerenza da parte del Comune per il cinquantesimo anniversario di attività, l’ex senatore Alessandro Maran e l’ex sindaco Erminio Tuzzi. «Vedere così tanta gente davanti al negozio – le sue prime parole una volta smaltita la commozione per la spontanea manifestazione di affetto di amici e colleghi – mi ha fatto ritornare in mente gli anni lontani quando in via Rastello c’era sempre un grande via vai di persone».

Dagli anni Settanta a oggi, però, Gorizia è cambiata, ma anche le mode e con queste l’abitudine di uomini e donne a portare il cappello, accessorio ormai sempre meno utilizzato e sottostimato da molti. Anche se, in verità, un piccolo spiraglio di fiducia lo stanno aprendo le giovani generazioni, che a quanto sembra si stanno avvicinando a una delle consuetudini dei loro nonni e bisnonni.

«Oggi non ci sono più le persone anziane che portavano il cappello ogni giorno, sia d’estate che d’inverno – spiega Maria – e che di fatto avevano sempre rappresentato lo zoccolo della clientela per le cappellerie. Tuttavia, a mio avviso, il cappello rimane uno dei segni maggiormente distintivi dell’eleganza di una persona. Per fortuna i giovani lo stanno riscoprendo e non disprezzano i modelli più classici».

I panama, le coppole di ogni trama e colore, e gli ultimi Borsalino (lo storico marchio piemontese fallito lo scorso anno) rimasti in esposizione nelle affollate vetrine di via Rastello parlano chiaro in quanto a gusti e modelli prediletti dall’uomo moderno. «Come tutto, nel campo dell’abbigliamento e degli accessori, anche il cappello è soggetto alle mode – aggiunge Maria – alcune sono passeggere, altre rimangono per decenni o vengono riscoperte. Ad esempio, una ventina d’anni fa, forse anche più, ricordo di aver venduto molti cilindri grazie alla moda lanciata da Zucchero Fornaciari, che continua a indossarlo ogni volta che sale sul palco. Oggi i gusti sono cambiati, ma sono convinta che i modelli classici non passeranno mai di moda».

Tutto speciale, in chiusura, l’augurio confezionato da familiari e amici più stretti, incorniciato in una locandina del Piccolo “fai da te” che recitava “Dopo 50 anni di lavoro, altri 50 di festa”. Maria, però, a dispetto delle mode che passano e delle vie che si vuotano, di abbandonare il suo negozio non sembra averne intenzione. –



Riproduzione riservata © Il Piccolo