Divampa un incendio sul Carso sloveno: l’Italia si mobilita, iniziata la bonifica
Le fiamme hanno interessato l’area di Brestovizza, a circa 2,6 chilometri da Doberdò del Lago: non risultano abitazioni coinvolte

Una colonna di fumo nerastra si è levata alta nel cielo del pomeriggio, visibile nitidamente fino a Grado e lungo tutta la costa. Sabato, un violento incendio boschivo è divampato sul Carso sloveno, a pochi passi dal confine italiano.
Le fiamme hanno interessato l’area di Brestovizza, nel comune di Comeno (Komen), a circa 2,6 chilometri da Doberdò del Lago. Non risultano abitazioni coinvolte. Una zona che porta con sé il peso di una ferita ancora viva: quella del devastante rogo transfrontaliero dell’estate 2022.
Subito dopo l’allarme, scattato nel pomeriggio, sono state attivate le squadre dei gasilci dei distretti del Carso e del Goriziano d’oltreconfine. Un centinaio le forze in campo schierate complessivamente.
Le fiamme, alimentate da un vento sostenuto inizialmente verso sud-ovest, si sono sviluppate con rapidità, sollevando un’imponente nube che ha allarmato la popolazione e le autorità di entrambi i lati della frontiera. I vigili del fuoco italiani sono rimasti in attesa a Jamiano, ma le fiamme non si sono mai avvicinate.
Le operazioni di spegnimento sono state affidate a una macchina dei soccorsi imponente, sfidando un terreno impervio. Oltre ai mezzi di terra, sono stati mobilitati quattro Air Tractor, giunti da Lubiana e Portorose, facendo la spola tutto il pomeriggio con la baia di Sistiana per rifornirsi d’acqua dal mare e scaricarla poi sul fronte delle fiamme.
Il lavoro degli operatori in loco è proseguito fino a serata inoltrata. Il fuoco, infatti, si è presentato resistente e ha trovato terreno fertile nella vegetazione per alimentarsi. Già in serata, comunque, è iniziata la bonifica.
In Italia la situazione era monitorate dalla Sala operativa regionale della Protezione civile e dal Corpo forestale, in caso di necessità e travalicamento oltreconfine.
Fino a sabato sera, le uniche squadre di Protezione civile attivate erano quelle nautiche di Monfalcone, in supporto alla Capitaneria di porto per interdire la navigazione nel tratto di mare di pescaggio dei velivoli sloveni. Domenica la stazione della Forestale di Monfalcone tornerà in zona per monitorare la situazione e di conseguenza decidere come intervenire.
Ancora da chiarire le cause che hanno provocato il disastro, così come l’entità del danno. Appena la situazione sarà tornata sotto controllo, partirà anche la conta dei danni.
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