Trieste, la ventiseienne di via Battisti si risveglia dal coma: «Volevo togliermi la vita»

La giovane coinvolta nell'incendio dello scorso luglio è in miglioramento. Trasferita dal Centro grandi ustionati al Maggiore

Gianpaolo Sarti
I soccorsi in via Battisti lo scorso 17 luglio a Trieste (Foto Lasorte)
I soccorsi in via Battisti lo scorso 17 luglio a Trieste (Foto Lasorte)

«Nessuno mi ha fatto del male, sono stata io a volermi togliere la vita...stavo profondamente male con me stessa». A parlare, dopo oltre tre mesi di coma, è la ventiseienne triestina coinvolta nello spaventoso incendio divampato la sera dello scorso 17 luglio al civico 8 di via Battisti.

La ragazza è stata finalmente risvegliata. Le sue condizioni sono migliorate significativamente nelle ultime settimane. La paziente è stata quindi trasferita dal Centro grandi ustionati di Padova, dove era stata ricoverata all'indomani del rogo, all'ospedale Maggiore per cominciare un percorso di riabilitazione.

«In quel periodo stavo attraversando una fase molto nera della mia vita, quel giorno stavo molto male, e ho voluto farla finita. Mi sono accoltellata ripetutamente e ho dato fuoco alla casa», ha affermato. La sua testimonianza sgombera ora il campo da qualsiasi altra ipotesi.

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I soccorsi la sera del 17 luglio in via Battisti Foto Lasorte

La ventisettenne non ricorda nulla, invece, del volo dalla finestra. Dopo le fiamme e le ripetute coltellate, infatti, la ragazza si era lanciata da una finestra interna del condominio, da un'altezza di circa dieci metri. Era stata soccorsa nella corte condominiale, in fin di vita. La ventisettenne in questi ultimi giorni è apparsa serena e allegra.

«Sono contenta di vedere le persone e vedere fuori», ha detto. Il caso, vista la gravità delle condizioni in cui la paziente versava e il successivo recupero, è considerato dai medici di Padova e di Trieste quasi un miracolo dal punto di vista sanitario. La giovane, di buona famiglia, laureata in giurisprudenza e alle prese con l'esame orale per diventare avvocata (aveva già superato lo scritto), come emerso in questi giorni covava una sofferenza psichica di cui, tra i famigliari e gli amici più stretti, nessuno aveva mai avuto sentore. Nulla, insomma, che potesse lasciare presagire un gesto così brutale su se stessa.

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