Inseguimento a Trieste, il passeur fuggiva a 200 km/h: tre agenti feriti nello speronamento

L’inseguimento è durato un’ora e l’uomo ha percorso contromano numerose strade ad alta velocità, passando i semafori con il rosso. La Questura: "Rischiata una strage"

Gianpaolo Sarti
La vettura fermata dopo la fuga (Silvano)
La vettura fermata dopo la fuga (Silvano)

«Si è rischiata veramente una strage», dicono senza mezzi termini in Questura. Il passeur che sabato pomeriggio è stato speronato e bloccato in via Brigata Casale da una pattuglia della Polizia slovena e da una della Polizia di Stato italiana, era in fuga da oltre un’ora.

E in quell’ora abbondante, al volante di un’Audi grigio metallizzata con a bordo tre bambini e una donna, l’uomo ha raggiunto punte di 200 chilometri orari in territorio sloveno e poi, a Trieste, si è spinto fino a San Giacomo passando con tutti i semafori rossi e viaggiando contromano.

Passeur si schianta dopo la fuga in auto a Trieste: a bordo una famiglia di quattro stranieri
(fotoservizio Massimo Silvano)

L’uomo, un quarantenne ucraino, è stato arrestato. Il criminale, prima che gli agenti riuscissero a fermarlo, ha pure opposto resistenza tentato di scappare a piedi. Ma è stato ammanettato e portato via. Ora è in carcere.

L’operazione è cominciata a Sesana: il passeur non si è fermato all’alt della Polizia slovena e, anzi, ha accelerato puntando verso il valico. Poi, dopo aver percorso varie zone limitrofe, toccando i 200 chilometri orari con la pattuglia slovena alle calcagna, ha sconfinato in territorio italiano.

A quel punto, per effetto degli accordi transfrontalieri anti-criminalità con l’Italia, è intervenuta la Questura di Trieste. La centrale ha coordinato l’operazione mettendo in campo innanzitutto la Polizia di frontiera e poi, visto che l’uomo continuava a scappare a folle velocità, anche le volanti e i mezzi in borghese della Squadra mobile e del Reparto di prevenzione e crimine.

L’Audi grigia era inseguita da una decina di pattuglie supportate anche dalla Polizia locale. L’ucraino, per seminare le forze dell’ordine, ha percorso diversi tratti nelle zone periferiche. Nella zona di Cattinara si è lanciato in discesa verso San Dorligo della Valle invadendo la corsia opposta, con il pericolo di schiantarsi contro i veicoli che provenivano dal senso opposto di marcia.

Il passeur, dopo vari giri, ha raggiunto via Flavia, Valmaura e San Giacomo fino alla rotonda all’incrocio con Ponziana, sotto la caserma dei Carabinieri, che ha percorso contromano. E sempre contromano ha imboccato varie vie principali e secondarie, dirigendosi nuovamente verso la periferia.

Mezz’ora così, mentre le auto, le moto e gli scooter si scansavano. Il criminale ha seminato letteralmente il panico. Poteva centrare chiunque, anche i passanti che attraversavano la strada.

Ma in via Brigata Casale l’uomo, vendendo arrivare le pattuglie, ha fatto inversione a “U” all’altezza della Poste. Per fare la manovra ha rallentato e a quel punto, davanti alla panetteria Dafina, le auto della Polizia slovena e italiana lo hanno chiuso con i loro mezzi, speronandolo.

Lo schianto è stato inevitabile. Ma era l’unico modo per fermare il passeur ed evitare ulteriori corse pericolose. Tanto più che a bordo c’erano tre bambini con una donna.

«Ha rischiato di causare gravissimi incidenti di continuo, c’è stato effettivamente il pericolo di una strage», confermano dalla Questura. Un miracolo, insomma, che nessuno si sia fatto male in quella fuga di un’ora.

A causa dello scontro tre agenti sono rimasti feriti, ma in modo non preoccupante: due della Polizia di Stato italiana e uno della Polizia slovena. Sono stati soccorsi dal 118.

I tre bambini e la donna, una famiglia straniera, sono stati affidati a una comunità di accoglienza. Erano sotto choc ma non hanno subito ferite.

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