Invalido resta senza corrente per il salvavita

Un calo di tensione, il black-out elettrico che potrebbe durare un paio di minuti e invece si protrae per ore, rischiando di mettere a repentaglio la salute di una persona se questa è costretta a letto, attaccata a un macchinario salvavita. Per chi è invalido al 100 per cento e non ha i mezzi per uscire dall’isolamento di una situazione scomoda anche un’interruzione di corrente può diventare uno scoglio enorme.
È quanto ha vissuto sulla sua pelle, venerdì, Antonio L., un monfalconese di 54 anni nel 2013 diventato parzialmente tetraplegico (muove solo un arto superiore) dopo un incidente stradale. Alle 11.30 si è accorto del calo di tensione. «Non ero al corrente di manutenzioni da parte dell’Enel, perché non erano state segnalate, così ho atteso qualche istante per vedere se l’energia veniva ripristinata», riferisce. Ma così non è accaduto. Anzi nei buio s’è consumato l’intero pomeriggio.
Dopo un’infruttuosa ricerca di numeri verdi cui segnalare il disservizio per riottenere la luce ed esser pertanto sicuro che la notte il dispositivo per la respirazione cui si attacca per dormire avrebbe certamente funzionato, il cittadino si rivolge alla redazione de Il Piccolo. È arrabbiato e lo si può comprendere. Non è l’unico che si trova col black-out in casa. Via Trieste con le sue laterali, ma anche via Petrarca, e altre zone di Aris sono rimaste pure oscurate. «Nel mio palazzo, dove l’erogazione d’acqua avviene tramite pompe idriche, sono saltati pure i rubinetti e mi son chiesto come avrà fatto la coppia al piano di sopra, alle prese con un neonato in fasce», spiega sempre Antonio L.
Alla fine l’uomo viene messo in contatto con l’amministrazione comunale, che apprende del black-out solo in quel frangente visto che nessuno aveva segnalato in precedenza il disservizio. Dieci minuti dopo, attorno alle 17, l’elettricità si riattiva. Non è merito dell’ente, che però nell’occasione apprende dall’Enel un’informazione utile, che tiene a diffondere. «Se una persona utilizza questi macchinari perché disabile o invalida può essere inserita in una speciale lista di utenze che riceve erogazione di corrente anche quando questa viene sospesa – spiega il sindaco Anna Cisint –. È sufficiente far certificare al medico di base il proprio grave stato di salute e portare il documento all’Azienda sanitaria: sarà direttamente l’ospedale a interloquire con Enel per l’inserimento nella lista di utenti elettromedicali». Antonio L., questo, non lo sapeva. Ora non guarderà più con angoscia al prossimo black-out. —
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