Invasione di 500 barche Il popolo dei Caregoni: «Siamo più di duemila»
Più di 500 barche e oltre 2.000 persone hanno preso parte alla festa-ritrovo di ferragosto nella zona Caregoni al largo di Marina Julia, organizzata dall’associazione degli Amici dei Caregoni. Guardando il mare, un colpo d’occhio con tutte le imbarcazioni disposte in fila indiana visibili anche dalla costa delle affollate spiagge monfalconesi. Fenomeno messo in risalto anche da un cielo limpido e da condizioni meteo ideali.
Tutti motivi che hanno trattenuto al largo la maggior parte delle imbarcazioni fino all’arrivo del buio. Un vero successo, insomma. Coordinatore della manifestazione il vicepresidente Stefano Brunetta il quale alla vigilia aveva già divulgato tramite i social un codice di auto comportamento in mare per i diportisti. «La festa è andata bene – dice Stefano Brunetta – la giornata è stata stupenda, ideale, con il sole e senza vento. Il popolo dei Caregoni si è comportato in maniera esemplare, rispettando l’ambiente, mangiando, bevendo e divertendosi e meritando di usufruire di uno splendido tratto del nostro golfo. Alla fine della giornata era tutto pulito e i rifiuti ognuno li ha portati a casa. Quest’anno – aggiunge – oltre ai nostri diportisti sono arrivati singoli natanti, canoe, catamarani barchette partite direttamente dalle spiagge, una quantità queste difficilmente valutabile. La fila si è sgranata dal primo al terzo Caregone e si sono formati gruppi di cinquanta/cento barche».
Brunetta ribadisce che tutti hanno recepito le raccomandazioni di rispetto della natura e dell’ambiente e non c’era un rifiuto in acqua. «La gente – sottolinea – è sempre educata ma non fa male ripetere l’osservanza di certe regole anche se tanti già lo sanno. Come novità interessante in questa edizione c’era una presenza numerosa di giovani. Questo è un segno positivo per tutti e una sorta di passaggio di testimone di noi “vecchi” alle nuove generazioni alle quali abbiamo trasmesso questa bella passione e l’amore per il mare».
Ma quelli dei caregoni hanno un monitoraggio interno. La forma di controllo interno, molto blanda ma efficace, vede infatti i rappresentanti del gruppo dei pescatori sportivi dell’associazione dislocati a poca distanza l’un dall’altro nel lungo tratto di mare. Durante il giorno, poi, si fa un giro per verificare la situazione oppure ci si informa tramite telefono o via radio. Con tanta gente, infatti, può sempre capitare qualche fatto spiacevole e che ovviamente si cerca subito di contenere. —
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