Isonzo-Soča farà ricorso contro la multa ai tabelloni ma ha coperto la pubblicità

Bumbaca Gorizia 21_06_2019 Conferenza stampa Isonzo Soca su tabellone storico ai giardini pubblici © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 21_06_2019 Conferenza stampa Isonzo Soca su tabellone storico ai giardini pubblici © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Isonzo-Soča presenterà ricorso al Giudice di pace contro la multa (di circa 400 euro) comminatale per i loghi dei ristoranti e delle attività commerciali posti sui tabelloni storico-turistici dei Giardini pubblici e di piazza Vittoria, al centro dell’ormai nota querelle. Il tutto mentre, come annunciato, le stesse pubblicità sono state già coperte per non incorrere in nuove sanzioni dopo la diffida a rimuoverle.

La novità è stata annunciata ieri direttamente dal direttore della rivista Isonzo-Soča Dario Stasi, e da molti dei suoi collaboratori e autori delle ricerche che portarono alla realizzazione dei pannelli. Un incontro che è servito a Stasi a chiarire una volta di più come la rivista abbia la certezza di aver agito in modo corretto, e che nel momento in cui il Comune aveva autorizzato e addirittura installato i tabelloni, significava che tutto era in regola.

Per quel che riguarda i contenuti, e dunque le “inesattezze” di cui Isonzo-Soca è stata accusata tra gli altri da CasaPound e Lega Nazionale, ancora Stasi e Agostino Colla hanno ricordato che tra il gennaio 2011 e l’estate 2012 un ampio gruppo di lavoro si riunì per ben 28 volte, per arrivare alla composizione dei tabelloni e delle schede storiche, e che di questo gruppo (che comprendeva rappresentanti del Goriški Muzej di Nova Gorica, della Provincia, del Comune di Gorizia e di Isonzo-Soca) faceva parte per quanto riguarda l’amministrazione comunale anche lo stesso Rodolfo Ziberna. «E tutte le opinioni convergevano sul fatto che fosse un’ottima iniziativa, in grado di parlare in termini ampi e condivisibili della storia del Novecento a Gorizia», ha sottolineato Stasi, che poi ha anche proposto un video della presentazione della mostra “Il secolo lungo” al Senato a Roma (di cui faceva parte anche il tanto discusso tabellone) nel quale l’allora sindaco Ettore Romoli spiega l’origine di quel lavoro, che aveva «l’obiettivo di raggiungere una memoria il più condivisa e oggettiva possibile, per unire le persone e non dividerle». Sentimenti, questi, che avevano animato del resto anche l’inaugurazione ufficiale dei tabelloni, in aprile, ma pochi giorni dopo, spiega Stasi, «si tenne una riunione con il Comune che ci chiedeva di modificare in parte le tabelle, perché avevano provocato le lamentele di alcune associazioni. Associazioni che poi capimmo essere CasaPound e Lega Nazionale».

Isonzo-Soca non accolse la richiesta, e il resto è storia delle ultime settimane. «Personalmente mi sento molto offesa dalle critiche di CasaPound e Lega Nazionale, perché io con la storia ci lavoro da decenni, sono laureata e ho una professionalità, mentre questi signori hanno la presunzione di dirci cosa è storia e cosa no – ha tuonato ieri Anna Di Gianantonio -. La storia e lo studio della storia di Gorizia non possono essere sotto scacco della Lega Nazionale, solo per fini ideologici». —

M.B.

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