Istituto di musica abbandonato

Un buco di almeno 478mila euro, nove insegnanti assunti a tempo indeterminato sull’orlo della disoccupazione, una ventina di collaboratori scaraventati nella totale incertezza sul futuro, decine e decine di allievi disorientati circa le prospettive della loro scuola.
Tutti elementi drammatici ma non abbastanza, evidentemente, perché le istituzioni intervengano. A distanza di 12 giorni dalle dimissioni in blocco del consiglio di amministrazione della Fondazione musicale Città di Gorizia, istituto di musica non si è ancora provveduto alla nomina del commissario. Prima sembrava toccasse al Comune provvedere (la Fondazione è una sua emanazione), poi si è guardato alla Regione, infine si è scoperto che compete alla Prefettura tale compito. Intanto, nulla. Alla faccia dei proclami di quanto “Gorizia ci tenga alla cultura”.
Il commissario dovrà valutare attentamente i bilanci e farsi spiegare dai due ultimi revisori dei conti (nominati a maggio) e da quelli precedenti come mai l’allarme-conti non è scattato prima. Pure tutti i cda precedenti a quello presieduto da Giuseppe Lo Medico dovrebbero dar conto della loro amministrazione. Si scoprirebbe che ciascun cda darebbe la colpa a quello che c’era prima ribadendo di aver “ereditato una situazione già difficile”. E allora perché hanno accettato di sedere nel cda visto che la carica è asseritamente onorifica? Quante storie storte ci hanno raccontato a proposito della Fondazione musicale Città di Gorizia, lasciata ora alla deriva nella speranza che l’oblio annacqui il clamore dell’emergenza e si proceda al salvataggio con le solite iniezioni di finanziamenti pubblici. C’è chi vorrebbe pescare dal tesoretto di Iris, chi intende bussare a mamma-matrigna Regione, chi ancora - il sindaco - cerca di coinvolgere nel salvataggio il cosiddetto Sistema Gorizia, del quale fatichiamo a ricordare perfomance vincenti al netto delle manifestazioni consolidate quali Gusti di Frontiera ed èStoria. In ogni caso, commissari, sceriffi, burocrati e azzeccagarbugli procedano come meglio credano. Il copione goriziano lo conosciamo a memoria.
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