La 17enne di Lucinico trovata morta sul Calvario

Avrebbe lasciato una lettera per spiegare i motivi del suo tragico gesto Nelle ricerche impiegate oltre 100 persone tra volontari e forze dell’ordine
Di Francesco Fain

È finita nel peggiore dei modi la fuga da casa di Živa Srebrnic, la giovane di Lucinico che da domenica pomeriggio non dava più notizie di sè.

Alle 15.35 di ieri, vigili del fuoco e volontari della protezione civile con le unità cinofile hanno trovato il corpo senza vita della diciassettenne in un bosco ai piedi del monte Calvario, a un centinaio di metri dal monumento dedicato a Scipio Slataper. Nessun dubbio sulle cause. È stato un suicidio anche se i carabinieri, pur ammettendo che si tratta della causa più verosimile e accreditata, parlano di «accertamenti in atto».

Živa è morta per soffocamento. Da stabilire quando è avvenuto il decesso anche se è probabile che la diciassettenne abbia messo in atto il tragico gesto subito dopo essere uscita da casa. Non a caso, le telecamere della Cassa rurale di Lucinico, la immortalano mentre sfreccia, in sella alla sua bicicletta, verso la strada regionale 56 e verso, quindi, la zona del Calvario.

Sul luogo del ritrovamento del cadavere sarebbe stata trovata anche una lettera, forse indirizzata ai genitori, forse contenente le motivazioni della decisione di farla finita. Ma la circostanza non viene confermata dai carabinieri («Non possiamo dire nulla visto che le indagini sono in corso»). Nella boscaglia ai piedi del Calvario è stata ritrovata anche la bicicletta e lo zainetto, appeso sui rami di un albero. I vigili del fuoco si sono prodigati oltre due ore per recuperare il corpo senza vita di Živa, sotto gli occhi dei carabinieri e della scientifica.

Nelle indagini sono stati impiegati, in queste intense e angosciose giornate, trenta carabinieri oltre a 25 squadre della protezione civile, 84 volontari e 9 unità cinofile. Tutta la regia è stata affidata ai vigili del fuoco che, nel parcheggio della palaBigot, avevano allestito il quartier generale. Importante anche la collaborazione delle squadre del Soccorso alpino (Cnsas). Ma oltre alla macchina ufficiale delle ricerche sono stati molti i parenti, gli amici, i conoscenti, gli scout che si sono messi a disposizione della famiglia Srebrnic: autonomamente e senza intralciare l’azione di vigili del fuoco e protezione civile hanno setacciato con scrupolo e attenzione il Preval e la zona di Villanova di Farra dove un agricoltore sosteneva di aver visto la ragazza in sella alla sua bicicletta. Ma ben presto l’epicentro delle ricerche si è concentrato sul monte Calvario e lungo le piste ciclabili di Mossa. Ieri mattina, sono stati impiegati anche gli elicotteri che hanno sorvolato in lungo e in largo tutta l’area ma senza fortuna.

Nella notte fra martedì e mercoledì pareva affiorare uno sviluppo positivo. Al centralino dei carabinieri era arrivata una segnalazione da Trieste riguardante una bicicletta lasciata in una rastrelliera del capoluogo giuliano. Sembrava fosse quella della ragazza di Lucinico: ciò lasciava sperare che Živa fosse viva e magari si fosse resa protagonista di un colpo di testa adolescenziale. Ma ben presto l’entusiasmo si era spento. Da una immediata verifica era emerso che il velocipede somigliava effettivamente a quello della diciassettenne ma non era la stessa bici. E così l’intera mattinata di ieri è passata con la speranza di poterla ritrovare in vita. Una speranza stroncata alle 15.45 con il tragico ritrovamento del suo cadavere.

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