La casa al civico 12 di via Piccardi meritevole di “interesse culturale”

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«Testimonia attraverso la sua configurazione e i decori applicati i caratteri storici dell’edilizia triestina di inizio Novecento in un contesto, invece, fortemente trasformato». Ancora: «Sebbene la facciata principale presenti un cattivo stato di conservazione, con gravi lacune alle cornici e all’intonaco tinteggiato, il pregio degli elementi decorativi è ancora fortemente percepibile». «Inoltre è chiaro che l’edificio sia stato concepito insieme all’immobile contiguo ed è quindi parte di un progetto più grande che occupa un lotto di dimensioni significative». Firmato il soprintendente all’archeologia-belle arti-paesaggio Simonetta Bonomi. Siamo in via Piccardi 12 e lo stabile, sopra descritto, è ritenuto meritevole di “interesse culturale” per le sue caratteristiche storiche e architettoniche. La dottoressa Bonomi ha mandato comunicazione della procedura, che si concluderà tra quattro mesi, ai 14 proprietari dell’immobile e al sindaco Roberto Dipiazza, tenuto a «esercitare la necessaria vigilanza affinché non siano intraprese iniziative che possono pregiudicare la salvaguardia del bene». Della pratica si occuperà l’architetto Francesco Krecic. Il civico 12 sorge su sei livelli davanti all’Eurospar di via dei Leo, la cosa più pregevole è il balcone al terzo livello con due lesene e sei puttini.
Via Piccardi è un lungo asse stradale che non si può certo definire di particolare amenità, caratterizzato da un’intensa attività edilizia anni ’60 e ’70 e da una singolare assenza di verde. Tuttavia, ad ammorbidire la mediocre performance post-bellica, contribuiscono alcuni tasselli meritevoli di attenzione: al civico 6 un’attestazione liberty, al civico 11 la firma di Giovanni Widmer ispirato dal Mosco di casa Junz-Calabrese, al civico 36 Ruggero Berlam progetta la sua stessa abitazione. È la terza volta in pochi mesi che si avvia un riconoscimento di interesse culturale. Già accaduto con il quartiere Oberdan di fianco al palazzo di Giustizia e con via Rossetti 8. Perché? Ragioni fiscali inerenti alla seconda casa, intento valorizzativo della proprietà. Occhio però: se c’è il vincolo, bisogna avere il via libera della Soprintendenza qualora si vogliano intraprendere lavori edili. –
Magr
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