La “Città comune” «Nascite e trasporti le sfide da vincere»

«La presa di posizione dell’onorevole Pettarin su Gorizia Nova Gorica città unica non è una “provocazione” ma una “visione” e come tutte le visioni necessità di un’iniezione di concretezza per avere la forza di indicare un percorso. “Città comune” non può essere un vuoto slogan elettorale né tantomeno uno spauracchio come la parte più conservatrice e retrograda della nostra classe dirigente ha cercato di liquidarla». A prendere posizione la scuola di formazione politica Ettore Romoli, guidata dal figlio Andrea Romoli. Ricorda che la stessa scuola «ha avviato da oltre un anno una riflessione approfondita su questi temi» e parte dalla considerazione che «invertire il calo demografico della città è oggi la vera sfida da vincere. Una città senza abitanti semplicemente muore». Continua Romoli: «L’idea più ambiziosa che offriamo al dibattito sulla “Città comune”, oltre al bike sharing, è quella di realizzare un collegamento tranviario su rotaia tra piazza Vittoria e il centro di Nova Gorizia lungo via Carducci. Ecologica economica e rapida, questa linea si unirebbe al cuore del centro storico di Gorizia rivitalizzando lungo il suo asse la rete commerciale cittadina e ponendo il primo concreto mattone di quel proficuo dualismo tra una Gorizia residenziale e diurna e una nova Gorica più vocata al divertimento e alla vita notturna che molti da tempo stanno suggerendo». Su questi temi «la Scuola di formazione politica Ettore Romoli propone la convocazione, non appena la situazione sanitaria lo permetterà, degli Stati generali della città aperti a tutte le realtà sociali e politiche di Gorizia e Nova Gorizia per dibattere di questi temi e costruire, finalmente, una concreta piattaforma di programmi e progetti attorno a cui immaginare il futuro delle nostre comunità».
Un tema e un dibattito, quello su Gorizia e Nova Gorica, che vede intervenire anche il consigliere comunale Rosy Tucci, capogruppo di Gorizia è Tua: «Verrebbe da implorare un “perdonali, perché non sanno quello che fanno”, se non fosse che il problema è che non sanno quello che dicono, mentre è molto chiaro quello che pensano. La proposta Pettarin è nobile e condivisibile». Il riferimento di Tucci «alle critiche e alle accuse rivolte a Pettarin, in merito a difficoltà tecniche, burocratiche e giuridiche che osterebbero alla realizzazione di un’idea, che in questo momento storico ed economico, rappresenta forse l’unica possibilità di rigenerazione per l’intero Goriziano, oltre a dare un ennesimo schiaffo a una storia di divisioni mai sopite e a svilire il significato della politica transfrontaliera di questi anni, mettono in evidenza il reale problema di questo territorio, ovvero la persistenza di diffusi confini mentali». Tucci rielabora un promemoria per Fratelli d’Italia che «nella netta presa di distanza dalle dichiarazioni di Pettarin e nella accorata difesa dell’identità del Goriziano, rammentano al sindaco l’impegno sulla Zes, confondendola con la Zese, che rappresentava uno dei punti salienti del programma elettorale che hanno sottoscritto e che hanno, evidentemente, rimosso, senza comprenderne il reale significato».
A riprova che il dibattito incalza, interviene anche, Oliviero Furlan, ex assessore al Patrimonio e all’Istruzione ai tempi di Brancati sindaco. «La proposta – le sue parole – di Pettarin è apprezzabile e conferma la sua posizione sulla città unica di Gorizia e Nova Gorica. Lui ha sempre sostenuto l’idea del recupero dell’area territoriale di Gorizia per il rilancio economico della città. E questo si poteva e si potrà realizzare solo attraverso una vera unione territoriale tra il capoluogo oggi strutturato in due città appartenenti a due stati comunitari. È il sogno di Darko Bratina e di Nereo Battello che il Pci-Pds-Ds ha sempre sostenuto e che il centrodestra ha sempre rifiutato. I tempi cambiano ed è apprezzabile che anche su questa questione futuribile, com’era futuribile un 2025 con Gorizia e Nova Gorica capitali ufficiosamente comuni della cultura europea, la parte liberal del centrodestra rompa con i vecchi stereotipi. Ricordo come nell’ultimo mandato amministrativo di Ettore Romoli l’allora assessore Pettarin con il sottoscritto consigliere di opposizione, in occasione del centenario della Grande Guerra, abbiamo sostenuto in accordo l’installazione di un monumento a memoria dei soldati goriziani, la maggioranza, caduti nella Prima guerra mondiale, con la divisa austroungarica dell’impero. Non se ne fece nulla perché prevalse la parte nazionalistica». —
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