«La città vuole i fondi per lo sviluppo»

Cisint incontra l’assessore Bini e bussa alla Regione: «Mancano all’appello 7-10 milioni. Servono per industria e turismo»

Restituzione dei soldi non “goduti sinora” per i vari progetti (dal Pisus al Por Fesr) almeno 7-10 milioni, più attenzione come città industriale che ha maggiori problematiche di un comune capoluogo pur non essendolo, maggiore visibilità come comune che ha da offrire dal punto di vista storico e turistico e non la solita dicitura “Monfalcone città dei cantieri”.

Il Comune va al contrattacco con il sindaco Anna Cisint che non vuole fare più la parte di città-Cenerentola. Ieri l’incontro-vertice con l’assessore alle attività produttive Sergio Emidio Bini e subito dopo la partenza di ben tre missive dirette alla Regione per la richiesta concreta della compensazione dei fondi non ricevuti e richiesti prima. Ma soprattutto un nuovo vertice, il 3 luglio che vedrà una visita dell’assessore Bini al territorio monfalconese, dal porto al Polo nautico fino alla Rocca e alle trincee.

«Il nodo è la conoscenza del territorio e questi nuovi assessori non lo conoscono – spiega Cisint – e per questo porterò l’assessore Bini nei cantieri del Polo nautico che per noi ha una valenza strategica nello sviluppo, tra i vari marina, ma anche in riviera a Marina Julia, a Marina Nova e magari a pranzo in qualche cantiere tra Ocean, Nautec, Marina Lepanto e Hannibal. Serve una conoscenza a tutto tondo della città e del territorio, comprese la Rocca e le trincee di guerra. Questa città non ha solo industria, ma servizi e opportunità per il turismo».

Secondo il sindaco la città è «indietro» rispetto alle altre, e soprattutto ha perso dei soldo, finanziamenti per progetti di sviluppo e di interesse cittadini.

«Almeno 7-10 milioni – azzarda il primo cittadino – soldi mai pretesi per progetti come Pisus-Por Fesr, la precedente amministrazione non ha chiesto nulla, Monfalcone ha subito. Ed ora vogliamo indietro quelle somme, recuperare il non preteso. Altre città hanno ottenuto perché erano nelle stanze dei bottoni». Ma ci sono anche tutti danneggiamenti subiti dalle strade per il passaggio dei Tir e dei camion con i carichi speciali come le bramme «La Regione non ha dato nulla per la manutenzione nonostante abbia incassato le tasse dei camionisti».

Con l’assessore Bini il sindaco Cisint ha parlato anche del nodo Fincantieri e del tavolo del ricollocamento per le maestranze metalmeccaniche. «L’assessore regionale parteciperà ai tavoli con Fincantieri – assicura Cisint – e per quanto riguarda il turismo vorrei nuovamente la sede dell’ufficio informazioni turistiche qui sotto in Comune, affacciato alla piazza. Monfalcone deve riposizionarsi, pur non essendo una città di capoluogo abbiamo delle complessità maggiori. Lo dimostra il nostro Pil ed è arrivato il momento della virata».

Sviluppo economico e turismo, questi i due assi di riposizionamento, anche perché, assicura Cisint, per quanto riguarda i turisti, soprattutto quelli mordi e fuggi «Abbiamo la lista attesa di persone e di scolaresche pronte a visitare il MuCa, la Fincantieri, i percorsi della Grande Guerra». E ieri, fa presente il sindaco, anche Marina Julia e in riviera c’era il “tutto esaurito”: «Abbiamo una centralità economica non riconosciuta – insiste Cisint – anche il progetto di legge Rilancimpresa è inefficiente. Va bene l’industrializzazione dell’area, ma deve essere declinata in tutte le vocazioni cittadine dando prospettive di crescita, dalla portualità alla nautica sino al turismo».

Il sindaco ha spiegato anche che tipo di visita farà fare all’assessore Bini il 3 luglio, «Voglio che abbia una visione a 360 gradi del territorio». Nel frattempo, come detto all’inizio dal Comune sono partite tre lettere dirette alla Regione per recuperare i fondi perduti.

«La prima riguarda la necessità di recuperare i soldi che sono stati stanziati ma che Monfalcone non ha chiesto – spiega Cisint – si tratta di 7-10 milioni di euro. L’altra lettera riguarda il fatto che Monfalcone è stata maltrattata per l’uscita dall’Uti». La terza missiva riguarda altre parti correnti da recuperare. » La Regione ha dato soldi alle Uti per i servizi e le funzioni che in realtà non sono stati mai svolte dalle Uti. Voglio riavere questi fondi sia del 2017 che del 2018».

Tra e altre novità della giornata il summit in Comune con il nuovo presidente del cda del Consorzio industriale Fabrizio Russo e il direttore Giampaolo Fontana.

«Una realtà importantissima – conclude il sindaco – che deve garantire lo sviluppo ma che vorrei anche, ne ho parlato con l’assessore, che diventasse una sorta di braccio armato dei vari Comuni del territorio».

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