La classe 2001 ha rinnovato la tradizione del “Plantà al maj



Indossando un maglietta viola, forse come simbolo della metamorfosi, con sopra impressa la scritta Maj chochs (Mai ubriachi), quest’anno sono stati i nati nel 2001 a rinnovare a Romans d’Isonzo l’antica pittoresca cerimonia denominata “Plantà al maj”. Una cerimonia di origine pagana, che annualmente vede i neo-diciottenni del luogo, porre a dimora un giovane albero, come succedeva in tempi remoti, a ricordo del loro passaggio alla maggiore età e all’ingresso nel mondo degli adulti.

Giunta alla trentunesima edizione, la cerimonia, che ha visto partecipi 23 neo-diciottenni, dei quali sette femmine, si è tenuta nell’area verde dedicata ad Augusto Daolio, nella zona sportiva a Romans, a cura del locale gruppo di ricerca “I Scussons”, con la collaborazione dell’amministrazione comunale e la partecipazione della locale sezione di donatori di sangue.

È stato Germano Pupin, presidente dei “Scussons”, a portare il saluto ai presenti, seguito dall’intervento del vicesindaco Michele Calligaris, che era accompagnato dagli assessori Alessio Bosch e Matteo Gargaloni. Mancava il parroco, assente per altri impegni. Sui significati della cerimonia si è poi soffermato Ivaldi Calligaris, che ha ricordato come un tempo in ogni piazza del paese c’era un albero, sotto il quale si radunavano gli anziani per assumere delle decisioni che interessavano la comunità, così come l’albero veniva pure posto al centro di molti riti di fertilità, propiziazione e divinazione, in quanto si riteneva che la pianta che cresce, rappresentasse l’alleanza tra uomo e natura.

La cerimonia, prima della foto ricordo, ha visto pure l’intervento di Michele Calligaris, presidente della locale sezione di donatori di sangue e omonimo del vicesindaco, che si è rivolto ai giovani facendo loro presente che con l’arrivo della maggiore età, possono donare il sangue. —



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