La “Cosa nera” al debutto Menia schiera i big romani

Una “Cosa nera” si affaccia alla destra di Trieste. Sabato pomeriggio all’Nh hotel si svolgerà un dibattito a cui parteciperanno nomi rilevanti della galassia degli ex di Alleanza nazionale, come Isabella Rauti, Mario Landolfi e Francesco Storace, e saranno invitati esponenti della destra locale nelle sue varie incarnazioni come Alessia Rosolen e Fabio Scoccimarro. Il regista dell’operazione è Roberto Menia con la sua associazione Italiani di Trieste: lo scopo è quello di ridare coesione «ai mille rivoli in cui oggi è divisa la destra, uno più ininfluente dell’altro», dice l’ex braccio destro di Gianfranco Fini.
La tavola rotonda avrà inizio alle 18.30 e sarà moderata dal giornalista di “Formiche” Francesco De Palo. Così Menia: «Il dibattito è stato organizzato da Italiani di Trieste in collaborazione con Isabella Rauti, portavoce di Prima l’Italia. Nasce sull’onda di un’iniziativa analoga che si è svolta a Roma, “Una destra per la terza repubblica”, ed è il tentativo di portare quell’esperienza dal livello nazionale al territorio». In un momento in cui la destra pare essere diventata appannaggio esclusivo del Carroccio aromatizzato Le Pen di Matteo Salvini, Menia chiama all’appello gli eredi dell’Msi: «Vogliamo un dibattito aperto a tutti su come ricostruire una casa comune. Il dato oggettivo è che la destra oggi è divisa in mille rivoli, uno più ininfluente dell’altro».
A Trieste l’appello è rivolto a tutti gli spezzoni gemmati nel corso degli anni: «Ecco perché ci saranno Scoccimarro per Fratelli d’Italia ma anche Alessia Rosolen che è stata una bella promessa dell’An di allora e ora milita nell’esperienza di Un’Altra Trieste». Menia assicura che la sua mossa non prelude a un tentativo di conquistare l’egemonia: «L’appello è a sotterrare l’ascia di guerra, troppo a lungo ci siamo fatti dividere dai personalismi. Lo dico riconoscendo che alcuni percorsi hanno avuto più fortuna di altri, il mio ad esempio non ha avuto il successo sperato e lo ammetto. Penso però che chi ci tiene dovrebbe avere l’intelligenza di rimettere insieme le forze». L’ex parlamentare precisa che Fratelli d’Italia non ha nulla da temere: «C’è chi dice che Fdi da solo può rispondere a questa esigenza, ma se guardiamo alla rappresentanza parlamentare della destra oggi è chiaro che non basta».
Menia guarda ai bei tempi andati in cui An viaggiava a quota 17%: «Penso serva un serbatoio ampio, che si abbeveri a tante fonti e che dia il senso e la pesantezza della nostra tradizione. Bisogna rinunciare ai personalismi». A dispetto di qualche dissidio in passato, Rosolen concorda con lo spirito dell’iniziativa: «È giusto ricominciare a parlare assieme, dovremmo farlo tutti. Perché non può essere la Lega di Salvini la base su cui costruire una destra in Italia. Se vogliamo sperare di tornare ad essere una voce autorevole nel panorama politico italiano, fosse anche fra dieci anni, dobbiamo per forza partire dalla ricomposizione di un mondo. Da una storia e da una tradizione culturale».
Ma la “Cosa nera” non è il solo segnale di un brulichio a destra in città. Da più parti circola la voce della prossima apertura di una sede di Casapound a Trieste. L’associazione neofascista nata a Roma, il cui nome è stato spesso associato a episodi di violenza, ultimamente si è avvicinata molto alla Lega nord. In Friuli Venezia Giulia ha sedi a Udine e Pordenone, mentre latita sul Litorale. Il mese prossimo il gruppo ha convocato una manifestazione nazionale a Gorizia, segnando il primo sbarco in massa nell’area giuliana. Il coordinatore regionale Nicola Di Bortolo, però, precisa che è presto per parlare di sedi: «A Trieste abbiamo dei militanti ma operano a nome di Casapound Friuli Venezia Giulia. Aprire una sede anche lì è una nostra speranza». Di Bortolo guarda con interesse relativo alle comunali del 2015: «Se apriremo una sezione a Trieste non sarà certo per l’appuntamento elettorale, ma per promuovere gli ideali di Casapound».
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