La Curia aquilana: «C’è tristezza per la condanna a don Piccoli»

La diocesi dell’Aquila, amministrata dal cardinale Giuseppe Petrocchi, ha emesso una nota stampa sul caso di don Paolo Piccoli, condannato a 21 anni e 6 mesi di carcere. Il sacerdote di 53 anni, originario di Verona, era finito a processo in Corte d’Assise per l’omicidio del novantaduenne don Giuseppe Rocco.

«Abbiamo appreso, con grande tristezza, la notizia della pesante condanna inflitta a don Paolo Piccoli», si legge nelle premesse del comunicato della diocesi in cui il sacerdote è incardinato. «È stata anche resa nota la volontà sua e dei legali che lo difendono di ricorrere in appello. Manifestiamo profondo rispetto per il verdetto espresso dalla Corte d’Assise di Trieste, nella consapevolezza che – come sancito dal Codice civile e da quello canonico – fino alla sentenza definitiva spetta all’imputato la “presunzione di innocenza”. Su questa dolorosa vicenda – conclude la nota della diocesi – è la ragione che fa verità (e non il turbamento emotivo, per quanto comprensibile) che deve guidare il giudizio e attivare le scelte opportune. Per questo, siamo in attesa di acquisire ulteriori informazioni necessarie per un “discernimento” obiettivo e a tutto campo, che consenta di dare valutazioni sagge e di prendere decisioni adeguate. Con ferma convinzione, auspichiamo che si faccia giustizia, in tutto e per tutti, affinché ciascuno risponda, alla legge di Dio e degli uomini, secondo le sue effettive responsabilità».

Don Piccoli è stato condannato dalla Corte d’Assise presieduta dal giudice Filippo Gulotta. Nel corso del processo i pm Lucia Baldovin e Federico Tripani hanno dimostrato la colpevolezza del prete, accusato di aver strozzato e soffocato il novantaduenne “don Pino”, parroco della chiesa di Santa Teresa. L’anziano sacerdote era stato trovato morto nella sua stanza da letto nella Casa del clero di via Besenghi la mattina del 25 aprile 2014.

I sospetti si sono spostati sul prete veronese, all’epoca ospite della diocesi di Trieste e vicino di stanza di don Pino, dopo che gli investigatori avevano rinvenuto alcune tracce ematiche di Piccoli sulle lenzuola dell’anziano sacerdote deceduto.

La morte del novantaduenne in un primo momento era sembrata del tutto naturale. Ma, come accertato nelle indagini e nel processo, l’anziano sacerdote era stato aggredito e ucciso nella sua stanza da letto.

I medici legali avevano riscontrato nella vittima la rottura dell’osso ioide, della cartilagine tiroidea e di quella aritenoidea. Fratture causate da una pressione, presumibilmente del pollice di una mano, capace di arrivare fino a quel punto del collo e con intensità. I classici effetti dello «strozzamento». —

G.S.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo