La delusione dei tanti turisti che aspettano invano di salirci
I triestini probabilmente si sono assuefatti all’assenza, anche se non sono assolutamente rassegnati. I turisti invece non capiscono: soprattutto quelli che sono tornati in città più volte negli ultimi tre anni. Il tram di Opicina è uno dei pochi impianti a fune che ancora esistono nel mondo al punto da essere anche una domanda del popolare gioco da tavola “Trivial pursuit”: il suo fascino entra in guide turistiche e documentari.
«Nonostante i mille giorni di stop il tram rimane uno dei simboli della città», racconta Francesca Pitacco, presidente dell’Associazione delle guide turistiche Friuli Venezia Giulia. «La cosa più difficile – racconta – è spiegare perché non è in funzione. Gli italiani sanno come funziona la burocrazia nel nostro Paese mentre gli stranieri restano sbalorditi dal fatto che è fermo da tre anni. Come guide ci limitiamo a spiegare che c’è stato un incidente. Di certo le persone che attendono di farci un giro rimangono molto deluse». «I turisti, soprattutto quelli che sono già stati in città, quando prenotano ci chiedono se il tram è tornato in servizio – spiega Guerrino Lanci, presidente di Federalberghi Trieste – e noi abbiamo l’ingrato compito di spiegare che ancora è tutto fermo. Un aneddoto che ricordo è che portammo dei tour operator in visita proprio sul tram e quando chiedemmo loro quale fosse il costo per una corsa di quel tipo: le cifre oscillarono dai 10 ai 14 euro. Rimasero basiti quando comunicammo che si pagava solo il biglietto del bus. Il tram è un patrimonio di questa città ed è un valore aggiunto per gli stranieri». Michele Ciak, presidente della Pro Loco, conferma che «tantissimi ci chiedono del tram nei nostri info point di piazza Unità e di San Giusto. Sono sia italiani che stranieri, soprattutto austriaci e tedeschi, anche se non mancano inglesi e francesi che ne hanno letto e sentito parlare. Diciamo che la promozione che è stata fatta nel corso degli anni ha dato esiti importanti e sta ancora dando risultati. Non posso che confermare la delusione di chi viene per la prima volta e di chi torna. Qualcuno prende il servizio sostitutivo con le linee 4 e 2/. Non è però la stessa cosa».
Leandro Steffè dell’associazione Ferstoria denuncia «un grave danno per la città sia dal punto di vista turistico che storico. Anche gli utenti sono penalizzati perché il tram fornisce comunque un servizio per alcune zone della città. Bisogna capire se è più colpa dell’inerzia locale o della burocrazia nazionale: probabilmente è frutto di un mix tra le due cose». —
A.P.
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