La laguna è assediata dal fango Un motoscafo rimane in secca

Ancora problemi con i fanghi e i mancati dragaggi. Nel corso di questa stagione sono stati davvero tanti i diportisti che sono finiti nelle secche create dai fanghi che invadono i canali della laguna. Salvo qualche caso in cui è stato necessario intervenire i problemi si sono risolti abbastanza facilmente in quanto è stato sufficiente attendere l’arrivo dell’alta marea per liberarsi e tornare a navigare.
In altri casi qualcuno dei componenti a bordo è entrato in acqua e ha contribuito a spingere il motoscafo per liberarlo dal fango. In qualche caso sono dovuti intervenire invece vigili del fuoco, Circomare oltre ai volontari della Protezione civile. L’ultimo fatto, che si è consumato dirimpetto al retro del campo sportivo dell’Isola della Schiusa, è stato notato da più persone, è accaduto mercoledì verso le 17. Un gruppo di escursionisti tedeschi ha noleggiato un motoscafo a Bibione ed è finito nel fango a Grado. Sono stati ingannati, infatti, dal gioco delle maree tanto da imboccare quello che credevano un canale quando in realtà si trattava di terra e fanghi coperti da pochi centimetri d’acqua. Sono finiti, così, sul Baro delle Rane, proprio di fronte alla sede della Protezione civile, un’area che qualche anno fa era stata individuata anche come possibile sede per ospitare un parcheggio. Per aiutare i diportisti tedeschi i volontari della Protezione Civile hanno mollato gli ormeggi per raggiungere il lato opposto del canale. Da qui è stato necessario portare una lunga cima fino all’altra barca, cosa impossibile da fare anche con un gommone. Ecco allora che il coordinatore dei volontari, Giuliano Felluga, ha deciso di immergersi e poi di camminare sul fango fino a raggiungere i diportisti. Agganciato il motoscafo, dopo essere tornato a bordo sono iniziate, con la collaborazione di un altro volontario, Ramon Lorenzutti, le operazioni di traino che, dopo alcuni tentativi, hanno dato esito positivo con il motoscafo dei tedeschi tornato in acqua più fonda. I tedeschi hanno ovviamente ringraziato e hanno fatto rientro alla sede di partenza. Ma se questo fatto ha interessato i diportisti, c’è da ricordare ancora una volta che la questione fanghi continua a tenere banco ormai da anni e interessa principalmente i concessionari o proprietari di mote con casoni o valli da pesca.
I canali sono ormai intasate dal fango, specialmente nelle cavane, le piccole insenature che fungono da approdo attorno agli isolotti, che con la bassa marea, non consentono nemmeno gli approdi. E i canali, specialmente quelli interni ma non solo quelli (vedi il canale per Barbana), si stanno pian piano bonificando tanto che per raggiungere certe mote ci riescono ma a fatica solo quelli che conoscono a menadito la laguna. Sono anni che si parla di questo problema; se ne sono interessati anche le diverse forze politiche, tutte convinte di aver la ragione dalla loro parte (o semplicemente contrarie a qualsiasi idea e proposta degli avversari) ma si continua a parlare, a scrivere, a fare interventi pubblici ma nessuno sino ad ora ha mai dato il via agli scavi a causa della burocrazia e i rischi giudiziari per i reati penali. —
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