La “Lindner” ha esplorato la grotta di Boriano

Scoperti e studiati minerali fosfatici, vasche d’acqua limpidissime e colonie di licheni

RONCHI DEI LEGIONARI

Saranno pubblicati sul prossimo numero della rivista “Studi e Ricerche”, i risultati di alcune importanti ricerche svolte nella grotta di Boriano o grotta dell’acqua che si apre nel Carso triestino dalla società di studi carsici “Lindner” di Ronchi dei Legionari. Si tratta di una grotta a sviluppo orizzontale caratterizzata da massi di crollo nella prima parte e da bellissimi fenomeni di concrezionamento nel tratto più interno, dove si trovano anche diverse vaschette spesso piene d’acqua limpida. Elisabetta Predebon, socia del gruppo speleologico di Sacile, si è appassionata a questa grotta e sta scrivendo un articolo che comprende note storiche, geologiche, morfologiche, biologiche, arricchite da nuovi dati sul microclima ipogeo e dai risultati di alcune analisi mineralogiche. Queste ultime sono state rese possibili grazie alla collaborazione del dipartimento di geoscienze dell’Università di Trieste. Durante le indagini è stato di particolare interesse il ritrovamento di colonie di licheni gialli ed il riconoscimento di un minerale fosfatico: la brushite. Damiano Cancian, studente universitario di Gorizia, invece, si è occupato delle caratteristiche chimiche delle acque, dimostrando, tra l’altro, che è possibile fare questo tipo di studi direttamente in grotta, anche con strumentazioni facilmente accessibili agli speleologi. La ricerca è stata integrata dai rilievi topografici delle vaschette, effettuati da Ugo Stocker della società “Lindner”.

Infine, il geologo Graziano Cancian ha rivolto la sua attenzione alle pisoliti, ossia a quelle concrezioni rotondeggianti, a strati concentrici, che si formano dentro le vasche ed il cui sviluppo dipende dalle caratteristiche chimiche delle acque. Si è visto, così, che gli involucri concentrici rappresentano una sorta di “memoria” degli avvenimenti passati, come accade per gli anelli dei tronchi degli alberi.

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