La lista dei “mille divieti” alla prima resa dei conti

Inizia piano la maratona del Regolamento di polizia locale nelle commissioni del Consiglio comunale. Ieri il testo del vicesindaco Pierpaolo Roberti, al centro di polemiche per numerosi passaggi dal divieto d’elemosina alla rimozione dei lucchetti delle bici, ha subito un primo esame da parte della Seconda e della Sesta commissione in seduta congiunta: un confronto che tutte le parti definiscono pacato, anche se i punti più “rocciosi” sono ancora di là da venire. Il faccia a faccia “vero” inizierà stamattina, quando si tratterà l’articolo 6, quello sulle biciclette. Certo è che non si tratterà di un percorso breve ma destinato a durare alcuni giorni. Gli articoli toccati ieri mattina sono compresi fra l’1 e l’8 (escluso appunto il 6), ovvero quelli riguardanti disposizioni generali, luminarie e festoni, bagarinaggio e balneazione. Diversi consiglieri di maggioranza hanno chiesto chiarimenti e piccole modifiche. Sono stati particolarmente attivi nelle fila del centrodestra Guido Apollonio ed Everest Bertoli di Forza Italia, ma anche Francesco Panteca della Lista Dipiazza. Per il Partito democratico, invece, Roberto Cosolini ha chiesto che la lettura del testo venga affiancata dal confronto con il Regolamento precedente. Anche se nel caso di alcune delle fattispecie non sarà possibile farlo, perché introdotte proprio con il nuovo decalogo.
Le modifiche discusse sono molteplici. L’articolo 7, ad esempio, vieta il bagarinaggio e sottolinea che le vendite dei biglietti sono deputati alle agenzie autorizzate. I commissari hanno fatto notare che, alle volte, le manifestazioni vengono realizzate da enti che non rientrano in questa categoria. Hanno proposto quindi di aggiungere gli «enti organizzatori» tra le figure autorizzate alla vendita. Il punto 7 dell’articolo 4, poi, stabilisce che un qualsiasi titolo (dalla patente di guida alla concessione per l’occupazione di suolo pubblico) dovrà essere esibito agli agenti che lo richiedono, pena una sanzione amministrativa. I commissari hanno discusso a lungo della possibilità di consentire un alleggerimento, magari dando al malcapitato un lasso di tempo per presentare le carte (spesso rilasciate dal Comune stesso).
C’è stato dibattito anche sull’articolo 5, laddove si vieta l’affissione di luminarie, addobbi e festoni salvo quelli festivi: i commissari si son chiesti come le occasioni private, compleanni o matrimoni, rientrino in questa norma. Per il consigliere Pd Marco Toncelli si è trattato di una seduta «costruttiva»: «Il clima era disteso, il botta e risposta proficuo. Speriamo che da parte della giunta e del vicesindaco ci sia la stessa disponibilità anche nei prossimi giorni, quando affronteremo temi che necessiteranno di un dibattito articolato. Servirà buonsenso da parte della giunta per far arrivare in aula un testo che, così com’è oggi, non può soddisfarci».
Ottimista il capogruppo leghista Paolo Polidori: «È un momento cruciale per la consiliatura, vareremo un documento che non si faceva da decenni. Il clima finora è costruttivo, gli stimoli vengono più dalla maggioranza che da un’opposizione che vedo, se non condiscendente, almeno sonnacchiosa. Vedremo poi gli articoli più dibattuti, ma per il momento è bene si prosegua in modo proficuo il dialogo su un documento fondamentale per mettere ordine nella nostra città, almeno nei limiti di quel che il Comune può fare».
Per il dem Giovanni Barbo «oltre alla nostra contrarietà, già palese, pare che anche la maggioranza abbia le idee confuse, visto che chiede un sacco di modifiche e chiarimenti. Sarà un percorso lungo, dal quale speriamo di uscire con un testo meno vessatorio di quello proposto dalla giunta». Il forzista Bertoli commenta invece: «Sono soddisfatto perché l'assessore ha dato massima disponibilità su tutti gli argomenti. Questo mi fa sperare per i prossimi giorni, quando mi auguro che ci sarà la stessa disposizione anche trattando temi più delicati».
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