«La mafia non è solo Riina Nessun luogo ne è immune»

La sala conferenze della libreria Lovat era gremita, tanto che ieri pomeriggio qualcuno è rimasto pure in piedi per ascoltare Franco La Torre, figlio di Pino, ucciso dalla mafia 36 anni e promotore della legge sulla confisca dei beni delle cosche. Assieme a lui c’erano Attilio Bolzoni, cronista di Repubblica nonché tra i più autorevoli giornalisti d’inchiesta antimafia in Italia, e il direttore del Piccolo Enzo D’Antona.
L’incontro “Eredità, storie e futuro del 416 bis e dei beni confiscati” è stato organizzato non a caso a Trieste. «Per anni le istituzioni hanno negato che a Nordest ci fossero fenomeni mafiosi», hanno esordito i promotori dell’evento, due associazioni giovanili: Cosa vostra, che aggrega in tutto il Nordest una decina di giovani attivisti nel campo antimafia, e la sezione triestina di Elsa, che a livello europeo riunisce gli studenti universitari in discipline giuridiche. «Ora sappiamo che ci sono beni confiscati alle organizzazioni criminali non solo in Fvg ma pure in Veneto. Bisogna saper vedere la mafia: come si fa?».
«Negli ultimi trent’anni la narrazione pubblica ha abituato a identificare il fenomeno con boss come Riina o Provenzano - ha detto La Torre -. Non è così. La mafia mette radici dove si intrecciano interessi politici ed economici, ammazza solo se necessario. Le pubbliche amministrazioni devono chiedersi se sono disposte a colpire simili interessi e se hanno i mezzi per farlo». Franco, scrittore e attivista antimafia, è appunto figlio di Pio La Torre, sindacalista e politico che introdusse nel Codice il reato di associazione mafiosa. «La mafia è una questione delle classi dirigenti - ha affermato Bolzoni -, non è fatta di poteri illegali ma di poteri legali che agiscono illegalmente. A 38 anni di distanza, il presidente della Repubblica non conosce ancora i nomi dei sicari di suo fratello, Piersanti Mattarella». «Da cronisti poco più che ventenni abbiamo vissuto queste cose in prima persona - ha chiuso D’Antona -. Ora vorremo che arrivasse un messaggio civile ai giovani». —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








