La prefettura gela le richieste sulle quote rosa della giunta

Bonaventura Monfalcone-20.02.2018 Consiglio comunale straordinaria sulla questione della Eaton-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-20.02.2018 Consiglio comunale straordinaria sulla questione della Eaton-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

A febbraio si erano appigliati alla Prefettura, forti del responso giunto mesi fa dalla Commissione Pari opportunità della Regione, che aveva parlato di «violazione» delle quote rosa nella composizione della giunta comunale di Monfalcone, invece è stata, tre mesi dopo, doccia fredda. Nel testo dell’ufficio territoriale di governo, infatti, viene riportata la risposta, evidentemente non soddisfacente per centrosinistra e Gruppo misto, che l’amministrazione Cisint, interpellata, ha a sua volta dato al prefetto Massimo Marchesiello circa lo «squilibrio» determinatosi nell’esecutivo con l’ultima nomina di sesso maschile, quella di Massimo Asquini.

Così i consiglieri Gianfranco Zorzin, Fabio Delbello, Paolo Fogar, Annamaria Furaro, Lucia Giurissa, Omar Greco, Elisabetta Maccarini e Cristiana Morsolin si sono decisi nel riproporre una nuova missiva, ribadendo quanto a suo tempo redatto da Annamaria Poggioli, presidente della citata commissione regionale e cioè che «essendo la percentuale del sesso meno rappresentato scesa al 33% è stato violato il principio di pari opportunità, previsto dall’articolo 1, comma 137, della legge 56/2014».

L’opposizione ritiene che la rappresentanza di genere sia importante, visto che del rispetto delle regole il sindaco Anna Cisint fa un «caposaldo della sua azione politica».

Così ieri, in una conferenza stampa all’ex Pretura, Greco di Articolo 1: «Prendiamo atto della risposta del prefetto. Ma il dato politico è che l’amministrazione comunale, al netto della prima cittadina, è prevalentemente composta da maschi e che il sindaco se ne frega delle norme che disciplinano le pari opportunità». Non una novità, per Furfaro (La nostra Città), che «le parole di Cisint vengano sbugiardate». Quanto alla dem Giurissa si tratta di un altro esempio del mancato rispetto delle istituzioni, «come quello manifestato da Nicoli in aula, quando si meravigliava del mancato ritiro delle nostre mozioni, dibattute a distanza di quasi un anno dalla presentazione, per la loro incapacità ad affrontarle in tempi congrui». Concorde il collega Zorzin, che a distanza di anni ha trovato «un Consiglio veramente delegittimato, nonostante qui si parli di problemi, come la terapia del dolore, che coinvolgono tutta la collettività». Mentre Maccarini (Misto) ha puntato l’indice sulla scarsissima frequenza di convocazione della commissioni Pari Opportunità «indetta una sola volta in tutti questi anni». —

Ti.Ca.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Riproduzione riservata © Il Piccolo