La Procura apre un’inchiesta per rogo doloso

Le fiamme su un’area di 600 metri quadrati nell’ex campeggio, in cui non c’è traccia di inneschi, favorite da rifiuti e pollini



Le carte sull’anomalo rogo divampato sabato pomeriggio nella vecchia area campeggio dell’Isola dei bagni sono finite sulle scrivanie della Procura di Gorizia. «Si sono avviate le indagini per incendio doloso», ha scandito ieri mattina il procuratore generale Massimo Lia, cristallizzando quello ch’era stato il sospetto serpeggiato fin dalle prime ore: un’azione intenzionale, volontaria, se vogliamo mirata dietro i cinque focolai accesi pressoché simultaneamente.

Dopo l’informativa dei carabinieri di Monfalcone e la relazione tecnica dei vigili del fuoco è stato dunque aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per investigare le cause, ancora avvolte nel più fitto mistero, dell’incendio scaturito nella prima vera giornata di canicola a Monfalcone, con il carnaio di bagnanti spalmato su tutte le spiagge, Solero beach compresa. In astratto l’articolo 423 del Codice penale punisce chiunque cagiona un incendio con la reclusione da 3 a 7 anni. Non si scherza. Anche se al momento l’ipotesi, tra le varie in campo, considerata di maggior rilievo dagli inquirenti sarebbe quella di una “bravata” compiuta da una, o forse più, persone.

Intanto, da indiscrezioni, si apprende che sulla scena del rogo non sono stati rinvenuti sabato oggetti particolari, come per esempio taniche contenenti residui di sostanze infiammabili, circostanza che avrebbe aperto una finestra su una premeditazione del fatto. Insomma, nessun innesco peculiare o specifico. I cinque focolai potrebbero esser stati appiccati, presumibilmente da uno o più piromani, anche con un banale fiammifero. Oppure con un accendino. O ancora con mozziconi di sigaretta. Certo è che però le fiamme hanno trovato facile miccia e poi combustione nel polline dei pioppi, caduto a terra come neve giorni prima, oltre al discreto quantitativo di spazzatura presente in loco.

A complicare le indagini, l’assenza di testimoni, nonostante l’affollamento delle vicine spiagge. L’ultima telecamera utile, inoltre, risulta posizionata appena all’altezza del ponte sul Brancolo, dunque scarsamente influente per l’individuazione del piromane. Di positivo, invece, sabato c’era stato il tempestivo intervento dei vigili del fuoco di Monfalcone che ha consentito di debellare i fuochi e pure dei carabinieri della Compagni di via Sant’Anna, che per caso fortuito alla chiamata del 112 si trovavano già in zona, per un servizio predisposto di prevenzione ai furti in spiaggia.

Il rogo, sviluppatosi in cinque focolai pressoché contemporanei, si è esteso su un’area di circa 600 metri quadrati. Con ogni punto d’origine dei fuochi distanziato dall’altro di almeno 50 metri, 80 negli intervalli più ampi. La prima segnalazione telefonica era scattata, proprio da parte dei gestori del Solero beach che per primi avevano avvistato il fumo e cercato con propri estintori di avere ragione delle fiamme, poco dopo le 18. Le fiamme avevano sprigionato fumo avvertito fino a Staranzano. —



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