La Regione Fvg “strappa” a Roma un tesoretto da 84 milioni per investimenti in sanità

TRIESTE Ci sono 84 milioni in più per la sanità del Friuli Venezia Giulia. Arrivano da un riparto nazionale approvato in Conferenza Stato-Regioni, un totale di 4 miliardi di euro di cui la fetta maggiore, 672,6 milioni, va alla Lombardia. La Regione Fvg, informa la giunta, utilizzerà le risorse per interventi di ammodernamento tecnologico e per l'adeguamento delle strutture alle normative antisismiche e antincendio.
«È una prima volta», sottolinea il presidente Massimiliano Fedriga a proposito di un fondo cui in precedenza le “speciali” non partecipavano. «Grazie a un asso consolidato tra tutte le Regioni autonome - spiega il governatore siamo riusciti a inserirci in virtù dei patti finanziari sottoscritti con il governo». Nell’accordo con il ministro Tria di inizio anno, all’articolo 14, la cifra iniziale per il Fvg era di 80 milioni ma, a seguito della rideterminazione della quota (salita dal 2,09% al 2,1%), alle casse della regione andranno ulteriori 4 milioni. «Una notizia di enorme valore che dà concreta risposta alle legittime aspettative della comunità regionale sul miglioramento delle strutture e dei servizi in ambito sanitario», commenta la giunta regionale in una nota.
L’ossigeno per le Regioni è reso possibile dall’intesa di ieri con lo Stato sul programma di investimenti da 4 miliari in edilizia sanitaria e rinnovamento tecnologico, cui si aggiunge la previsione dell’accantonamento di ulteriori 695 milioni, di cui 60 per la realizzazione di 6 Centri di eccellenza per sviluppare una rete nazionale in grado di effettuare attività di ricerca, produzione e trattamento del paziente affetto da patologie tumorali eleggibili alla terapia genica Car T-Cell (che saranno assegnati con un successivo provvedimento) e 635 milioni quale riserva per interventi urgenti.
«Con il via libera della Conferenza delle Regioni all’intesa per il rifinanziamento del fondo, a cui si aggiungono gli 890 milioni di fondi strutturali, si apre una nuova stagione di concretezza e di efficacia per sostenere il Servizio sanitario nazionale - commenta il ministro Giulia Grillo -. Da oggi parte il Piano Marshall annunciato a inizio mandato. L’obiettivo, nell’arco della legislatura, è di ammodernare tutto il patrimonio sanitario del Paese». «È il segnale – aggiunge il presidente del Molise Donato Toma, che ha presieduto nell'occasione la Conferenza delle Regioni – che quando si agisce sulla base della concertazione istituzionale e con il coinvolgimento diretto dei territori si possono raggiungere traguardi importanti. Un metodo fruttuoso che il governo dovrebbe tenere in maggiore considerazione anche in altri settori. In questo caso, poi, questa intesa ha una valenza particolare perché avvierà, subito dopo l’emanazione della delibera Cipe relativa al riparto, una serie di interventi di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico delle strutture sanitarie che, in molte situazioni, sono vetuste e obsolete».
Dopo la Lombardia, le cifre più alte sono quelle messe a disposizione di Lazio (393,5 milioni), Campania (378,9), Sicilia (334,2), Veneto (330,1) ed Emilia Romagna (302,4). I programmi regionali di investimento dovranno tener conto necessariamente delle linee di intervento “adeguamento alla normativa di prevenzione incendi”, “adeguamento sismico delle strutture sanitarie” e “ammodernamento tecnologico”. —
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