La ricetta dei primari per garantire un futuro all’ospedale palmarino

Lettera di cinque medici sul destino della struttura sanitaria «L’unificazione con Udine può costituire un’opportunità» 



Si pronunciano sullo stato di salute dell’ospedale di Palmanova e sulle prospettive future cinque primari (o facenti funzioni) attivi nella struttura cittadina. Lo fanno con un documento condiviso, precisando che questa presa di posizione vuole essere un contributo al dibattito in corso e non ha alcun collegamento con altre manifestazioni o prese di posizione pubbliche. A pronunciarsi sono Luciano Strizzolo (area emergenza), Romano Guerra (anestesia), Massimiliano Tosto (nefrologia), Maria Grazia Baldin (cardiologia) e Raffaele Zoratti (medicina).

«È in atto – scrivono i medici – una riorganizzazione della sanità regionale che richiede un’importante capacità di dialogo tra chi è impegnato a razionalizzare i servizi per migliorare la qualità e la sostenibilità e chi di questi servizi è utilizzatore o comunque garante della loro accessibilità e sicurezza». Ricordano la storia di un ospedale «modernamente inserito nel Sistema sanitario regionale», avvantaggiato anche dalla posizione geografica. Ma non nascondono le problematiche legate soprattutto alla difficoltà di reclutare specifici professionisti e alla necessità di aggiornamento costante delle tecnologie disponibili. Essi guardano al futuro assetto con atteggiamento di apertura. «La prospettiva di unificazione organizzativa con l’ospedale di Udine e la sua università – è scritto nel documento – può essere considerata un’importante opportunità: da un lato Palmanova potrà contare su una collaborazione più regolare con le diverse branche specialistiche del “grosso” ospedale, dall’altro potrà esercitare un ruolo importante in un sistema sanitario organizzato (Hub and Spoke), nel quale il “grosso” ospedale può contare su strutture di rete che “filtrano” i pazienti da inviare alle prestazioni più specialistiche e subito dopo li riaccolgono al proprio interno».

Rimane da affrontare, per i medici, il tema del «mantenimento della piena potenzialità e sicurezza della struttura di Palmanova nella gestione dei pazienti con problemi urgenti medici e chirurgici, considerando comunque come riferimento l’organizzazione attuale per affrontare le emergenze nelle 24 ore». E aggiungono: «Un ulteriore ammodernamento operativo, secondo le direttive della riforma, può essere raggiunto con l’ampliamento delle attività chirurgiche specialistiche svolte in regime di ricovero breve (day e week-surgery) in collaborazione con l’ospedale di Udine».

Il messaggio che i cinque primari lanciano è duplice. Chiarire che l’ospedale di Palmanova mantiene a tuttora la capacità di fornire una buona qualità di servizi ai cittadini e che quindi gli utenti possono continuare a rivolgersi con fiducia alla struttura. E ribadire che da un civile confronto tra cittadini, professionisti, amministratori locali e politici regionali potranno nascere le soluzioni migliori in questa fase di riorganizzazione dei servizi. —



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