La rivincita sui reati denunciati Nel primo quadrimestre -25%

Contrordine: la città dei cantieri non supera più Gorizia e vede calare le segnalazioni dei residenti su furti e rapine. Cinquantacinque i Daspo 

Il report

Quella maglia nera, che per 75 denunce in più rispetto a Gorizia avevano visto il sorpasso di Monfalcone sul numero di crimini commessi nel 2018, ad Anna Cisint andava proprio stretta. Non capacitandosi del dato-choc ha continuato a monitorare l’andamento, chiedendo più recenti dati, finché non li ha ottenuti dal prefetto Massimo Marchesiello (che ringrazia «per la presenza assidua sul territorio»). E il report del primo quadrimestre 2019 sembrano premiare la perseveranza: stando a quanto riferito ieri, infatti, il record negativo non risulta più in capo a Monfalcone, con popolazione inferiore rispetto al capoluogo, e inoltre i reati risultano diminuiti del 25%, a parità di periodo, dal 2018. I numeri, dunque. Dal 1° gennaio al 30 aprile di quest’anno si sono commessi 314 reati, contro i 420 dell’anno prima, per un decremento del 25,2%. I furti, sempre nel primo quadrimestre, sono stati 128, ma nel 2018 erano 226, di cui 26 in casa (erano 55), 12 negli esercizi (17), 6 su auto. Cinque i furti con destrezza negli ultimi mesi, un terzo del 2018 (14) e uno scippo. Per ora zero rapine, mentre l’anno precedente se n’era già verificata una, su strada. «A parità di periodo, Gorizia ha superato Monfalcone per reati denunciati», così Cisint, che tuttavia sul capoluogo taglia corto: non vuole ingerire su faccende che non le appartengono. Quanto ai daspo della Polizia locale, definiti «strategici come l’ingresso del Decreto sulla sicurezza», si è già superata la quarantina di provvedimenti da inizio anno (55 invece quelli fin qui erogati da tutte le forze dell’ordine), mentre erano stati 38, nel corso però di 12 mesi, nel 2018. A giorni, ed è notizia di ieri, esordiranno le due body-cam in ausilio agli agenti della Municipale: le microcamere acquistate dall’ente si indossano come la divisa. I dispositivi verranno utilizzati solo nel corso di attività a rischio per l’operatore, come casi di occupazioni abusive o Tso. Vanno infatti ancora formalizzati degli aspetti burocratici sui regolamenti. Si è chiesto infine un potenziamento, a partire dal prossimo anno didattico, della sorveglianza anti-droga nelle scuole cittadine, «un problema delicatissimo alla luce delle informazioni in mio possesso», conclude Cisint. –

Ti. Ca.

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