La Rocca si avvicina alla città: diventerà la porta d’accesso al parco della Grande Guerra

il monumento
L’annuncio più importante riguarda la Rocca di Monfalcone per la quale, dalla primavera 2019, sarà assicurata una diversa accessibilità e diventerà il punto di partenza per la scoperta del Parco tematico della Grande Guerra con il lancio di una campagna di informazione per attrarre i turisti. L’obiettivo del Comune è di utilizzare la storia come fattore di sviluppo turistico e legare il Carso, al mare e alla città. «Il parco tematico è il più grande e meglio conservato in tutta Europa ed è quindi una opportunità da valorizzare», ha affermato il sindaco Anna Maria Cisint all’incontro di chiusura che si è tenuto ieri alla galleria espositiva della mostra sul Centenario “818/819 Dall’Impero asburgico alla Fiume di D’Annunzio” e del ciclo di iniziative che si concluderanno oggi al comunale con le celebrazioni dei 100 anni dell’appartenenza Monfalcone all’Italia. Presenti oltre a un folto pubblico il consigliere regionale Giuseppe Nicoli, il vicesindaco Paolo Venni, l’assessore Francesco Volante e i consiglieri Mauro Steffé e Maurizio Bon. Il consigliere delegato Nicoli si è soffermato sul Piano urbanistico del Carso, in particolare sulla sistemazione del parcheggio sotto la Rocca e dell’accesso da via Mocenigo. Un intervento di circa 180 mila euro e prevede migliorie all’illuminazione e alle opere idrauliche.
«In 15 giorni di effettiva apertura della mostra – ha aggiunto la Cisint – oltre 800 i visitatori e altre 500 persone nelle 7 serate fra incontri e recital. Un successo oltre le previsioni che parte dalla riscoperta delle radici culturali e storiche della nostra città». Il percorso del Centenario è stato arricchito da riflessioni e performance ad alto gradimento, come quella di Finazzer Flory i sul Futurismo, le conferenze di Marco Gheno, di Paolo Mieli, Fausto Biloslavo e Gian Micalessin, le esibizioni del coro Grion, dell’attrice Maria Giulia Campioli su D’Annunzio e Fiume e del teatro Tropula. La mostra è stata, invece, articolata in tre sezioni: la Secessione Viennese, le opere di Sant’Elia e la parte fotografica e documentaristica dell’impresa dei Legionari. Dell’originalità dell’esposizione ha parlato il curatore Lucio Gregoretti: «Abbiamo voluto ricordare il Centenario presentando i fermenti culturali e sociali che hanno avuto attinenza con la città: la secessione, sui cui canoni si è formato a Vienna l’ingegner Fornasir, il grande architetto Antonio Sant’Elia morto sul Carso nel 1916 e Gabriele D’Annunzio che da queste terre ha dato vita a Fiume, a un’esperienza di modernità visionaria e anticipatrice nei costumi e nella vita sociale. Il successo di presenze ha dato ragione a questa scelta». —
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