La ruota sopra le Rive figlia di una tradizione che si lega a Trieste

Un’attrazione intramontabile presente da 50 anni in molte location del Triveneto 

LA STORIA



Da 50 anni è presente nelle principali località del Triveneto e i suoi movimenti semplici la rendono un’attrazione intramontabile, adatta a tutte le età. È la grande ruota panoramica, posizionata alla radice del molo Audace in occasione del Trieste Running Festival, che da quattordici anni ritorna puntale in città proprio in occasione di questa manifestazione. «La storia della nostra famiglia inizia alla fine della Seconda guerra mondiale – racconta Marco Buzzacchi, titolare della ruota panoramica – quando i miei nonni paterni ritornano a casa dopo una lunga detenzione nei campi di prigionia in Germania. A quei tempi a Bergantino (in provincia di Rovigo) potevi fare soltanto il contadino o il falegname, ma mio nonno Napoleone decide di acquistare un camion ed inizia a svolgere dei servizi per conto terzi. Purtroppo – ricorda – gli affari non vanno bene e allora sceglie di cambiare attività: proprio in quegli anni sta nascendo una nuova professione, intrapresa anche da altri compaesani, quello dello spettacolo viaggiante». Infatti, nel dopo guerra, diversi bergantinesi iniziano a costruire, produrre e brevettare vari tipi di attrazioni per luna park, diventando in pochi anni un centro nevralgico in Italia. Una realtà industriale che continua ancora oggi ad essere conosciuta non solo nel nostro paese ma in tutto il mondo.

«Mio nonno, che più tardi sarà affiancato da suo figlio Ivo – prosegue Buzzacchi – inizia l’attività di attrazionista con un “tiro a segno” costruito in legno. Poi, seguendo il gusto del momento e l’avanzamento della tecnologia, la mia famiglia decide di acquistare un’attrazione nuova: la ruota panoramica». Anche questa volta il nuovo “mestiere” è realizzato a Bergantino e da Alfio Biancardi, amico di famiglia dei Buzzacchi e titolare dell’omonima ditta leader nella costruzione di ruote panoramiche. «Mio padre Ivo – continua Buzzacchi – si fa consigliare dall’amico Biancardi su quali caratteristiche tecniche dovrà avere la sua ruota e così opta per una avente un diametro di 12 metri, che gli viene consegnata proprio nel 1969». Nel frattempo Marco, conclusi gli studi e svolto il servizio militare a Trieste nel battaglione San Giusto di stanza in via Rossetti, sceglie di intraprendere anch’egli questa attività. In questo frangente la famiglia Buzzacchi decide che è giunto il momento di mandare in pensione la vecchia ruota e di far costruire una più grande e moderna.

«La prima piazza alla quale abbiamo partecipato con la nuova The Wheel – ricorda l’attrazionista – è stata proprio il parco natalizio di Trieste nell’86, un ricordo indelebile per l’attaccamento a questa città ma anche per i notevoli danni della Bora...». Oggi la famiglia Buzzacchi continua l’attività con la quarta generazione, con il figlio Eric. —



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