La sentenza sul bando Fvg slitta a gennaio Avvio del servizio non prima di settembre

La partita giudiziaria del Tpl regionale slitta ancora. Il verdetto del Consiglio di Stato sull’ennesimo ricorso di Bus Italia non arriverà prima del 24 gennaio 2019, giorno in cui si tratterà la contestazione della società delle Ferrovie dello Stato in merito alla sentenza degli stessi giudici romani di aggiudicazione di una gara da 1,2 miliardi per la gestione del trasporto su gomma e marittimo alla società Tpl Fvg Scarl, unione di Trieste Trasporti, Apt Gorizia, Saf Udine e Atap Pordenone.
Andare a fine gennaio sul fronte giudiziario significa, nella migliore delle ipotesi, rimandare l’avvio del servizio del gestore unico alla seconda metà del prossimo anno. Dalla firma del contratto dovranno infatti passare sei mesi prima che il nuovo corso diventi cosa fatta. E dunque, ottimisticamente, l’assessore regionale ai Trasporti Graziano Pizzimenti guarda già a settembre 2019. «Ho fatto due incontri con le aziende provinciali e verificato con loro la possibilità di partire con il servizio con l’inizio del prossimo anno scolastico. Questo è l’obiettivo. Purtroppo le vicende giudiziarie ci hanno impedito di rispettare i tempi. Bus Italia insiste, sicuramente più del dovuto – osserva l’assessore –. Ma siamo sereni, visti i due gradi di giudizio precedenti che ci hanno visto dare ragione». A confermare la data del 24 gennaio è Giuseppe Campeis. L’avvocato udinese, che tutela gli interessi di Tpl Fvg Scarl, si era già detto convinto delle ragioni del consorzio. Eppure si tratta ancora una volta di attendere la giustizia. Proprio quando sembrava tutto pronto per partire a inizio gennaio con un servizio decennale da 43 milioni di chilometri all’anno, 540 autobus nuovi della più recente classe di emissioni, informazioni ai viaggiatori, wi-fi a bordo sull’intera flotta, sistemi di videosorveglianza, investimenti a favore dei soggetti a ridotta mobilità e pure il decollo della mobilità ciclabile con strutture a terra (ciclostazioni, rastrelliere) e sui bus (portabici, carrelli). Senza dimenticare semplificazione e vantaggi per l’utenza. Dall’avvio dei nuovi servizi, così prevede il bando, si potrà viaggiare in tutta la regione con un unico biglietto o abbonamento, con risparmio anche sui costi. Ad esempio, il giornaliero urbano passerà da 4,35 euro (oggi fruibile su una singola rete) a 3 (valido in tutta la regione). Tutto ancora sulla carta. Perché dopo l’aggiudicazione del marzo scorso, con il Consiglio di Stato che ha legittimato l’operato della giunta Serracchiani, Bus Italia, che in associazione di imprese con Autoguidovie ha fatto battaglia per quattro anni per acquisire la gestione del Tpl Fvg, non si è data per vinta. E, con il pool di legali formato da Alberto Bianchi, vicino all’ex premier Renzi, Giovanni Pravisani e Vittorio Domenichelli ha presentato appunto una revocazione contestando una sentenza tranchant che aveva di fatto consegnato il Tpl della regione al gestore unico regionale. Secondo i ricorrenti, il Consiglio di Stato avrebbe esaminato più di un profilo del bando «in maniera superficiale». —
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