La sinistra affila le armi in vista del 2021 blitz di Marchesan all’incontro del Misto

Greco: «Non basta l’uomo della Provvidenza, bisogna fare proposte alternative». Cisint bocciata sulle «poche opere»
Bonaventura Monfalcone-28.06.2019 Consiglieri Gruppo Misto Monfalcone Riunione su Trasporto Pubblico-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-28.06.2019 Consiglieri Gruppo Misto Monfalcone Riunione su Trasporto Pubblico-foto di Katia Bonaventura



L’attesa è terminata: ora il gioco si fa duro. Il pressing del centrosinistra vuole sfiancare la classe politica al governo cittadino, metterla alle corde, in vista della scadenza del 2021. Non dietro l’angolo, certamente, ma guai a scordare che Anna Cisint stette in trincea consiliare cinque anni per strappare il municipio. E del resto Omar Greco, ex vicesindaco ora all’opposizione dopo la vittoria-choc del 2016 di Lega e soci, lo ha detto l’altro giorno chiaro e tondo: «Dobbiamo mettere i ferri in acqua: non basterà aspettare l’uomo che incarni lo sfidante perfetto di Cisint, serve anche altro. E noi, come Gruppo misto, stiamo cercando di dare un piccolo contributo alla causa». Ed è questa la lettura che si deve dare dell’incontro sulla mobilità alla rovente (per problemi di aria condizionata) sala Alisto del Palaveneto, venerdì sera. Posto che l’uomo della provvidenza è lungi dall’essere individuato, si deve lavorare ai fianchi l’amministrazione, ragiona Greco. Mettere allo scoperto i punti deboli dell’operato leghista. I ferri in acqua sono le armi della politica: anche la mobilitazione con proprie convocazioni, come quella di due giorni fa e la precedente sull’integrazione, «per fare il punto dopo tre anni di amministrazione». «Bisogna – sempre Greco – iniziare a ragionare come alternativa del governo locale, avanzare proposte proprie. Mancano due anni alle elezioni».

L’input è venuto dunque dal Gruppo misto (Greco a introdurre, Elisabetta Maccarini a moderare), perché «i partiti boccheggiano ed è crisi nera». Un assist è giunto dall’esterno, con la presenza che più ha dato nell’occhio, in una platea non folta: quella del sindaco di Staranzano Riccardo Marchesan. Che a margine dell’illustrazione sui temi della viabilità condotta da Massimo Schiavo, ex assessore tecnico (Urbanistica e Lavori pubblici) sotto le amministrazioni Pizzolitto e Altran, ha detto la sua sui rapporti magari non da cortina di ferro, ma ultimamente non proprio idilliaci, con Monfalcone. I toni non sono stati sopra le righe, ma istituzionalmente corretti. Si è capito, però, che il dialogo scarno con Monfalcone non giova al territorio per la predisposizione di opere attese, vedi la “circonvallazione sud” e la rotatoria di via Dobbia. Si avverte, insomma, la necessità di una maggiore collaborazione tra enti.

Greco ha invece deprecato l’uscita dall’Uti, definita «scellerata» e a detta sua riverberatasi anche sui lavori pubblici. «In tre anni le opere sono state poche, lo stesso vale per quelle impostate per il futuro, al netto dei tagli di nastro effettuati su interventi condotti dalla precedente amministrazione, come la bretellina di Panzano o la rotatoria di via Romana. Mentre sul progetto di via Bixio sono state apportate solo modifiche peggiorative». «Per non parlare – ha concluso – della decisione di rimuovere la corsia preferenziale per fare sosta gratuita: una scelta di trent’anni fa che ha riempito di smog la città senza far risollevare le sorti del commercio, sempre in crisi».

«Si è assistito solo – ha concluso il consigliere dell’opposizione – a una regressione culturale del tipo “che bel che iera el biscoto”. Ma, nonostante l’impegno dell’amministrazione Cisint, gli anni ’70 non torneranno più». –



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