La storia si intreccia con il gusto nei primi cent’anni del Torinese

Per celebrare il secolo di vita, domenica una festa con musica, drink, torta e selezione Hausbrandt
Foto Bruni Trieste 25.09.2019 Caffè Torinese
Foto Bruni Trieste 25.09.2019 Caffè Torinese



L’Antico Caffè Torinese compie un secolo di vita. E per l’occasione, domenica 29 settembre, a partire dalle 16, lo storico locale darà vita a una festa nel corso della quale Hausbrandt presenterà una selezione speciale del suo caffè, dedicata proprio al Torinese.

Quel piccolo gioiello all’angolo tra corso Italia e via Roma diventato, grazie alla capacità di Matteo Pizzolini e Massimo Galati che lo guidano dal 2014, anche un tempio per gli appassionati dei cocktail, negli ultimi anni è stato riportato ai fasti di un tempo. E i tre tavolini interni con quell’affaccio singolare sul via vai cittadino, sono costantemente nelle mire di chi intende godersi un attimo di relax, sorseggiando un caffè, un tè, un aperitivo o un drink potendo contare pure su una ricerca dei dettagli che rende un Martini Dry o un Manhattan ancor più gradevoli. Perché al Torinese, pure la scelta dei bicchieri non lascia spazio all’improvvisazione: il locale gode, infatti, di una ricercata selezione di bicchieri, utili a servire ogni cocktail come la tradizione vuole.

Che Trieste negli ultimi anni abbia riscoperto il Torinese è un dato di fatto. E le 100 candeline suggelleranno il meritato successo del locale aperto nel lontano 1919. Allora, passata sotto il vessillo tricolore, la città di Trieste si lasciava alle spalle le ceneri della prima guerra mondiale e in quell’angolo che guarda anche a piazza della Borsa, nasceva l’Antico Caffè Torinese. La sua bellezza si deve all’opera di Giuliano Debelli, ebanista triestino noto a livello internazionale, passato alla storia soprattutto per aver curato gli interni dei transatlantici di lusso Saturnia e Vulcania, varati rispettivamente nel 1925 e nel 1926.

Varcando la soglia del Torinese si resta sempre incantati: l’inconfondibile stile Liberty, con il bancone in lega di ottone intarsiata e contornata da preziosi motivi decorativi realizzati artigianalmente, l’ambiente rivestito d’ebano, lo scenografico lampadario, gli ampi specchi che regalano un suggestivo gioco di luci. Tutto l’arredo è originale ed è grazie a questa autenticità che il Torinese può fregiarsi della Targa d’oro dei locali storici, attribuita dalla Regione, e che certifica l’autenticità della struttura e del mobilio. Un riconoscimento che spetta solo alle attività che, oltre a dimostrare una continuità nella gestione per almeno 60 anni e la localizzazione in un edificio di comprovato pregio artistico (caratteristiche che danno diritto alla targa d’argento), sono anche in possesso di arredi e strumenti di valore artistico. Per le stesse ragioni, il locale sta per essere vincolato dalla Soprintendenza.

Al servizio di caffetteria si affiancano ogni giorno pasticceria fresca, pranzi espressi e una selezione di vini d’eccellenza. L’innovazione più importante è tuttavia quella introdotta dalla mixology, l’arte del bere miscelato, che si concentra sul sapiente equilibrio tra gli ingredienti che compongono ogni drink. Ritornando ai festeggiamenti per il centenario, domenica prossima, dalle 16, il locale a ritmo di musica dal vivo e alla presenza delle autorità regionali e cittadine, farà scorrere fiumi di prosecco, addolcirà i palati con una torta offerta dalla pasticceria Charlotte e coglierà l’occasione per celebrare anche i 100 anni del Negroni grazie al Vecchio Magazzino Doganale. Contestualmente, sarà presentato il libro di Gianni Pistrini, intitolato “1919-2019. I nostri primi cento anni”, che racconta la storia del Torinese. —



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