L’Americano e il giallo dell’Aldilà Bugatto, il deputato morto esule

Il primo a essere sepolto nel camposanto di Valle Le Cove fu Fanò Francesco fu Pietro il 29 giugno del 1906. In realtà a Grado come prima tomba del cimitero viene identificata quella che si trova appena entrati nel campo di sinistra, quella dei fratelli Nicolò e Giuseppe Corbatto, entrambi deceduti nel 1907. I fratelli Corbatto sono ricordati nella storia dell’isola per aver donato il fondo dove erigere l’asilo parrocchiale.
Prima dell’attuale sito di Valle Le Cove, il cimitero si trovava in un’area dell’attuale campo Patriarca Elia. La storia gradese passa anche attraverso la grande tomba dei sacerdoti. Il primo a essere sepolto fu il parroco monsignor Giovanni Battista Rodaro scomparso nel 1910; l’ultimo monsignor Silvano Fain il 19 settembre del 1998. Altri sacerdoti sono sepolti invece nelle tombe di famiglia. Attualmente nel camposanto di Valle Le Cove ci sono complessivamente circa 6. 150 defunti. Nel camposanto di Argine dei Moreri sono sepolti anche altri personaggi legati alla storia dell’isola. Ad esempio l’artista della secessione viennese Josef Maria Auchentaller e la moglie Emma Scheid deceduti rispettivamente nel 1949 e 1945 che furono i proprietari e conduttori dell’albergo Fortino. E c’è pure un’altra tomba, a dire il vero un po’ trascurata, quella del deputato al parlamento di Vienna per la circoscrizione elettorale di Monfalcone-Cervignano-Grado, Giuseppe Bugatto.
Era nativo di Zara (il papà Angelo era nativo di Aiello) e morì nell’isola il 24 febbraio del 1948. Nella lapide è riportato che è “morto esule”.
Era il 17 maggio del 1944 quando a Punta Sdobba venne recuperato un cadavere portato dal mare. Si trattava di un aviatore americano poi sepolto nella tomba comune, dove ci sono anche altri resti, del “campo degli eroi”. È stato registrato come W. Neil come riportato nella scritta del panciotto-salvagente che indossava. Una delle ipotesi fatte è che il nome col quale è stato registrato fra i sepolti del camposanto di Grado, non sia altro che la marca del panciotto. L’altro mistero è ovviamente capire dove sia morto. Dall’elenco dei componenti degli aerei americani caduti nei combattimenti aerei in laguna o in mare aperto dinnanzi a Grado non figura alcun aviatore con questo nome. È pertanto probabile che possa essere precipitato con l’aereo abbattuto dai tedeschi dinnanzi alle coste istriane. Del resto ci sono delle carte militari che indicano alcuni punti dove sono indicati i luoghi presunti di aerei precipitati in mare.
Fatto sta che ormai gli addetti ai lavori di Grado (non c’è nemmeno una targhetta sulla tomba comune) lo identificano semplicemente come l’ “americano”.
Nel campo dove è sepolto l’“americano” ci sono una cinquantina di eroi gradesi, alcuni solo per memoria ovvero solamente con la targhetta che li ricorda, ma senza i loro resti. Altri 6 eroi sono sepolti invece nelle rispettive tombe di famiglia. Ma nel campo degli eroi sono tuttora sepolti anche i resti di diversi soldati tedeschi morti durante il primo conflitto mondiale. Sono stati messi tutti in una fossa comune poi ricoperta della quale oggi non c’è traccia. Racconta un anziano testimone dell’epoca: “Ho trasportato anch’io un paio di barelle con i corpi di soldati tedeschi morti”. Sepolti nelle singole tombe ci sono ovviamente numerosi eroi gradesi, ognuno legato a storie, anche importanti, che i famigliari si tramandano l’un l’altro. Nello stesso campo, con una tomba più imponente è sepolto anche il sottotenente d’artiglieria Falco Marin, figlio del poeta Biagio, decorato con medaglia d’argento e medaglia di bronzo, scomparso a soli 24 anni il 25 luglio del 1943 in Jugoslavia. —
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