L’area di Borgo Teresiano perde appeal e si spopola

Chiuse decine di negozi, bar e magazzini tra via Ghega, via Galatti e via Trento “In fuga” anche molti esercenti cinesi. Prezzi di affitti e vendita in picchiata
Lasorte Trieste 08/01/18 - Borgo Teresiano, Negozi Chiusi, Via Trento
Lasorte Trieste 08/01/18 - Borgo Teresiano, Negozi Chiusi, Via Trento
Il Borgo Teresiano si spopola. Negli ultimi anni è aumentato il numero delle saracinesche abbassate, tra negozi, magazzini, bar e altri locali, anche con superfici molto grandi. Tra le strade più colpite via Geppa, via Ghega, via Galatti e parte di via Trento. E qualche punto vendita, di fronte all’impossibilità di far restare a galla l’attività commerciale, è stato trasformato in garage, soluzione che ha creato qualche malumore tra chi ancora lavora nella zona.


Alle attività chiuse si sommano situazioni di degrado, come esercizi commerciali abbandonati, imbrattati e rovinati dai vandali, o vie più defilate che di sera diventano orinatoi a cielo aperto. Insegne di “vendesi” o “affittasi” sono apparse un po’ ovunque e i prezzi negli ultimi tempi sono scesi, con cali fino al 50% degli affitti, mentre gli importi delle vendite registrano flessioni tra il 20 e il 30%.


Qualche esempio. In via Valdirivo non resta più nulla del Belmarket, supermercato chiuso due anni fa e che, con una metratura di 160 metri quadrati, che cerca un nuovo inquilino a 2mila euro al mese. Sulla porta è ancora presente l’adesivo che ricorda la precedente gestione. Di fronte un altro spazio commerciale molto grande, un’ex gastronomia anche in questo caso con rivendita di alimentari, è libera e in vendita, anche se il prezzo non è rintracciabile. In via Torrebianca un negozio da 120 metri quadrati è in affitto a 1400 euro al mese. Tanti anche gli ambienti in vendita, molto ampi e già da anni svuotati, come un negozio di via Ghega da ben 230 metri quadrati e cinque vetrine fronte strada, proposto a 367mila euro, poco lontano costa “solo” 130mila euro uno da 136 metri quadrati. Tra le più colpite dalle chiusure c’è via Geppa, dove le varie proposte immobiliari, ci sono due negozi in vendita, uno da 80 metri quadrati a 160mila euro e uno da 140 metri quadrati a 220mila euro. Nella maggior parte dei casi sono stati liberati dalla merce e dagli arredi subito dopo la chiusura, con un cartello che indica la ricerca di un nuovo proprietario o locatario, ma non mancano le situazioni di degrado, come l’ex Bernardi, grande punto commerciale ormai chiuso da anni, tra via Ghega e via Trento.


Qui si possono notare le vetrine sporcate con scritte e vernice spray, avanzi di cibo e bevande sui gradini del vecchio ingresso e altre immondizie lasciate su tutto il perimetro dello spazio, dove una serie di bottiglie vuote mostra anche un bivacco recente. Ed è proprio la parte finale di via Trento, verso via Ghega, a colpire per la lunga serie di attività che hanno salutato i clienti negli ultimi anni. Tanti sono cinesi, anche qui con negozi abbandonati molto grandi e insegne in diversi casi rimaste ancora sul posto, dentro spuntano cartoni, tende logore, qualche cartello scolorito appoggiato a terra.


Ma anche vie più trafficate non sono esenti dalla moria di attività. Su via Milano, a pochi passi da via Carducci, nuovo tentativo di vendita per un piccolo negozio, dove viene precisato “nuovo prezzo”, per invogliare l’arrivo di qualche acquirente. Un altro grande negozio, a lato del palazzo delle Poste, da mesi è vuoto dopo una vendita per liquidazione, i cui avvisi sono ancora attaccati all’esterno, ormai distrutti. Svuotati anche ex negozi triestini che una quindicina di anni fa erano stati occupati rapidamente dai commercianti orientali. Restano ancora le insegne fuori, come “Rino”, a ricordo dei grandi flussi di compratori che arrivavano dall’ex Yugoslavia e che avevano fatto la fortuna di tanti commercianti triestini soprattutto tra gli ’70 e ’80, quando il Borgo Teresiano era il punto più vivace per lo shopping. Dopo la crisi e la fuga di clienti stranieri, la zona ha vissuto un nuovo interesse appunto con l’arrivo dei cinesi una decina di anni fa, poi di nuovo il buio. «E rispetto a 10 anni fa i prezzi degli immobili sono crollati - racconta Andrea Oliva, presidente della Fimaa regionale e provinciale - . È un’area della città che ha subito profondi cambiamenti negli ultimi tempi. Soprattutto gli affitti in alcuni casi si sono dimezzati, forse potrebbero suscitare un nuovo interessare da parte di chi non vuole spendere troppo, stando comunque non lontano dal centro».


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