L’arte entra a scuola per riflettere con se stessi e impadronirsi degli spazi

STARANZANO. Approda oggi a Staranzano, dopo la prima tappa di domenica a Gradisca, il secondo open day che l’associazione IoDeposito promuove per stimolare la creatività negli adolescenti.
L’evento, in programma dalle 17.30 di oggi all’Istituto tecnico Marconi di Staranzano, offre la possibilità di ammirare dal vivo le opere della decina di studenti che partecipa al progetto “Comfort Zone”. In sostanza, con questa iniziativa l’associazione IoDeposito ha invitato i ragazzi delle scuole di Gradisca e di Staranzano a usare l’arte per impadronirsi, anche solo metaforicamente, degli spazi che li circondano. Lo fa attraverso due laboratori-atelier permanenti creati all’istituto gradiscano Della Torre e appunto al Marconi di Staranzano. Se domenica scorsa i giovani artisti hanno creato opere all’aperto della città fortezza (manifestazione in parte compromessa dalla pioggia) «oggi gli staranzanesi saranno invece impegnati a creare vetrate di carta velina per rappresentare, concretamente e soggettivamente, ciò che li circonda», spiegano gli organizzatori.
In seguito, ritraendo e descrivendo i coetanei «gli artisti daranno un’ulteriore chiave di lettura dei loro pensieri e dei loro affetti». L’iniziativa di oggi suggella così il percorso di crescita e maturazione individuale compiuto a livello creativo-artistico dai ragazzi che frequentando gli atelier, gratuiti, per quattro pomeriggi alla settimana sperimentando, insieme a educatori e artisti, le nuove frontiere dell’arte contemporanea.
«Le attività dell’atelier - riprendono gli organizzatori - sono infatti orientate alla scoperta dell’identità, allo sviluppo del benessere e del pensiero creativo. La nostra intenzione è di portarli avanti gratuitamente per i prossimi tre anni, aprendoli a tutti gli adolescenti residenti nella provincia di Gorizia».
Ad avvalorare il percorso intrapreso, oggi a scuola è previsto anche un incontro con i genitori che sarà tenuto dalla psicoterapeuta Marinella Lena, esperta in arteterapia.
Eloquenti in quest’ottica risultano anche i titoli che i ragazzi di Gradisca hanno scelto per le loro opere. Qualche esempio: Leonardo Risari con “La porta ideale, ingresso a un nuovo tempo”; Anna Mazzoli con “Cartaccia scomposta”, espressione artistica per esprimere il proprio dissenso; Claudia Cistriani e Noa Giorgia Novello con “Macchie di felicità”, tra i cui fogli rimane inglobato il tempo condiviso; Alessandro Cossio con “Mi vedi o non mi vedi?”; Rigon Ismajli con “Celebrare una passione”; Ariel Stefano Morassi con “Into the void” (l’arte è uno squarcio verso nuove prospettive o galassie”); e ancora Mattia Marizza con “Quello che la forza vuole”. —
L.M.
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