L’autoporto di Gorizia cambia volto

Oggi rassegnerà ufficialmente le dimissioni. «Ho 73 anni. Ho lavorato per 40 anni in banca, 8 li ho passati guidando le municipalizzate e da 5 sono presidente della Sdag. Ho bisogno di rifiatare un po’», le motivazioni. Ma Giorgio Milocco indica la rotta.
Di recente, è apparsa sul nostro giornale una lettera in cui si chiedeva di portare qui i camion dall’Ucraina via treno. E Milocco prende spunto proprio da quella missiva per fare un ragionamento.
I rapporti
con Trenitalia Cargo
«La nostra società - rivela Milocco - si è attivata sia con le Ferrovie slovene che Trenitalia Cargo per comprendere quali fossero gli ostacoli tecnici che eventualmente ostassero all’avvio di una attività della specie da parte degli operatori locali, con il risultato purtroppo che le Ferrovie slovene e quelle ungheresi non hanno la disponibilità di vagoni ribassati per servizi Rola (camion interi su treno); Trenitalia Cargo, il cui rappresentante più vicino è a Torino, ha scarsità di questo tipo di vagoni ed in ogni caso, per essere utilizzati all’estero, devono essere omologati dai gestori delle rispettive reti ferroviarie (sloveni ed ungheresi), così come ora sono omologati dalle ferrovie austriache e tedesche (nel caso dei Rola da Monaco a Trieste). Anche nuovi operatori ferroviari privati, diversi dal gruppo Fs, hanno risposto di non essere attualmente ancora in grado di dare risposte alle ipotesi evidenziate». Aggiunge Milocco: «La questione dello sviluppo delle attività del terminal ferroviario è stata oggetto del massimo sforzo da parte di Sdag, nella consapevolezza che il trasporto merci su rotaia, ormai “negletto” sul piano nazionale dal gruppo Ferrovie dello Stato, rappresenti un punto di forza per lo sviluppo della piattaforma logistica di Gorizia. La Sdag, tra l’altro penalizzata da un esorbitante canone annuale per il raccordo del Terminal di proprietà alla rete ferroviaria ora preteso dalle Ferrovie dello Stato (Rfi), si è, quindi, adoperata per potenziare la struttura, progettandone l’allacciamento diretto con la Stazione di Vrtojba, avviando con il contributo dell’Ue la messa a punto di nuovi futuri tratti di binario e investendo, nel frattempo, somme considerevoli per il mantenimento dell’infrastruttura intermodale».
L’allargamento
dell’Ue a Est
Peraltro, «le preoccupazioni circa i riflessi negativi del trasporto e della logistica, derivati dall’allargamento verso est dei confini dell’Ue, sono stati al centro dell’attività della presente amministrazione di Sdag che si è adoperata per migliorare le strutture ed i servizi, privilegiando le aree e gli impianti della stazione confinaria per poi orientare anche all’autoporto l’impegno per una sua riqualificazione e potenziamento. Ne sono prova la riapertura di nuovi servizi per gli autotrasportatori in transito e per gli operatori collegati alla dogana: il bar, il ristorante, il bancomat, il lavaggio camion, lo spaccio alimentare, la dotazione di antenne wi-fi sui piazzali di parcheggio, una softwarehouse per gli spedizionieri doganali, prossimamente il cambia valute, ecc., nonché, ma non ultima per importanza, la prossima completa rivisitazione dell’intera viabilità di accesso e servizio della zona confinaria. In autoporto, a breve, avranno inizio i lavori di riqualificazione degli impianti elettrici ed antincendio di tutti i padiglioni, ed il potenziamento dei magazzini frigoriferi, per dar vita ad un polo del freddo che potrebbe assicurare nuove opportunità anche per gli operatori economici spedizionieri». Tutti progetti finanziati con investimenti per oltre 14 milioni di euro (fondi residui di osimo, credito agevolato Frie e sistema creditizio). «Sdag sta lavorando con funzioni di stimolo per favorire la cooperazione economica fra operatori del trasporto, spedizionieri, dogana, in ambito transfrontaliero con il supporto delle amministrazioni comunali di Gorizia, Nova Gorizia e Sempeter Vrtojba, dei rappresentanti delle categorie professionali ed economiche italo-slovene, al fine di avviare un’azione comune di marketing territoriale che veda le strutture autoportuali di San Andrea e Vrtojba operare insieme per la creazione di una piattaforma logistica qualificata da proporre in modo coordinato al servizio del territorio e dei porti dell’Alto Adriatico, in particolare Monfalcone, Trieste e Capodistria».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








