Leon d’Oro, i titolari non ci stanno: «Aiutateci»

Paolo e Antonella, beffati da una legge regionale non applicata, pensano all’azione legale e cercano chi li possa sostenere 
Bumbaca Gorizia 08.12.2019 Romans bar Al Leon d'Oro © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 08.12.2019 Romans bar Al Leon d'Oro © Foto Pierluigi Bumbaca



Più che convinti di stare dalla parte della ragione, sentendosi finiti in una sorta di buco nero fatto di leggi nuove che dicono una cosa e modifiche di leggi più datate che dicono l’opposto, Paolo e Antonella, dopo aver annunciato con rammarico, per la fine di dicembre la chiusura del storico locale “Leon d’Oro” di via Latina a Romans d’Isonzo (nella cui gestione sono subentrati circa un anno fa) ora chiedono aiuto. Un aiuto generico, che possa giungere da qualsiasi direzione, pur di poter continuare ad esercitare la loro attività.

«Dopo aver interpellato un po’ tutti – afferma la coppia – e percorso senza successo ogni strada possibile, abbiamo ormai capito che per far valere le nostre ragioni e difendere i nostri diritti, dovremmo intraprendere un’azione legale, che noi due, però, non siamo in grado di sostenere economicamente, dopo aver investito tutte le nostre risorse per apportare delle migliorie di cui necessitava lo storico locale pubblico che abbiamo rilevato». Allora i due chiedono aiuto ad associazioni di categoria, enti, forze politiche o difensori legali disposti a sostenere le loro istanze o a fornire loro dei consigli praticabili, ben comprendendo che la chiusura del “Leon d’Oro” recherebbe dolore a loro e a tutta la comunità di Romans.

«Ringraziamo per la solidarietà espressa da tante persone in questi giorni, clienti e non clienti, nei nostri confronti – sottolinea la coppia –, ma purtroppo questo non basta per poter mantenere ancora aperta la porta del locale». Segnalano ancora che nel 2017 c’è stata una modifica alla legge regionale del 2014, in cui si legge che «il nuovo contratto è stipulato dall’esercente subentrante con lo stesso concessionario e vengono mantenuti gli stessi apparecchi per il gioco lecito del precedente esercente». Così però non è stato per loro. Al locale è stato tolto il Totocalcio con relative scommesse sportive, senza il quale Paolo e Antonella non potranno nemmeno più usufruire gratuitamente delle partite di calcio mostrate in televisione. «Molti clienti – concludono Paolo e Antonella – se ne sono già andati altrove per giocare al Totocalcio e puntare alle scommesse, altri se ne andranno senza le gare sportive, decretando così la nostra fine». Per chi volesse aiutarli, i due mettono a disposizione il numero di telefono 3881554143, «ringraziando in anticipo tutti». –



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