L’erba alta invade parchi e strade I muggesani perdono la pazienza

I residenti insorgono e puntano il dito contro lo stato d’incuria che caratterizza alcune aree verdi di Muggia. E stessa cosa fanno anche gli automobilisti, dal momento che l’incuria coinvolge pure diversi bordi stradali. Colpa dell’erba troppo alta, che copre ad esempio la visuale agli incroci e impedisce una piena visibilità ai conducenti dei veicoli in transito anche in punti particolarmente trafficati alzando così il rischio di eventuali incidenti. Uno dei tratti più contestati dagli automobilisti è quello in prossimità della rotatoria di strada delle Saline, in direzione Muggia. L’erba non tagliata ostacola di fatto la visuale.
Più in generale, poi, pure il parco urbano del rio Ospo è diventato complicato da frequentare. Ma il caso più eclatante è dato dalle condizioni in cui giace il cosiddetto “giardino diffuso”. Legato al progetto Biodinet, finanziato all’interno del programma per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013 per un valore complessivo di quasi un milione e 500 mila euro, di cui 40 mila assegnati direttamente al Comune, il giardino è sorto nel centro storico dando vita a un percorso turistico e didattico destinato a illustrare gli aspetti botanici, farmacologici e clinici relativi alle piante medicinali autoctone.
Per la realizzazione di queste aree sono state selezionate specie di particolare interesse botanico per quanto riguarda le caratteristiche medicamentose, adattabili alle aree selezionate per l’intervento, previsto su una superficie totale di circa 450 metri quadrati, sparsi in diverse zone del centro.
Le piante selezionate e disposte nei diversi siti sono state oltre 500 e di una cinquantina di specie diverse tra le quali, per esempio, malva, melissa, menta, salvia e molte altre.
«Ogni pianta è dotata di cartellino con alcune informazioni relative alle specie (nome scientifico, nome comune, periodo di fioritura, colore e proprietà officinali, ndr) sia in lingua italiana che in quella slovena», la puntualizzazione a questo proposito di Giancarlo Carena, presidente dell’azienda agricola Monte San Pantaleone, aggiudicataria del bando. Il problema è che il verde sta divorando le piantine. Piantine che peraltro risultano sempre in numero minore.
«Il progetto Biodinet ha riscosso molto favore in questi anni, spesso troppo, considerando che molte piantine continuano a svanire, a volte anche coi rispettivi cartelli identificativi», l’ammissione del sindaco Laura Marzi: «Chiaramente il Comune provvede a sostituirle, come fa anche negli altri casi che riguardano il territorio di competenza».
Per quanto concerne il taglio delle erbacce, il vicesindaco Francesco Bussani ribadisce come pure Biodinet rientri nel cronoprogramma della cura delle aree verdi: «Le recenti piogge stanno, come ovvio, inevitabilmente complicando ogni intervento, non solo per quanto riguarda Biodinet ma su tutto il territorio. Da un lato potenziano e accelerano la crescita del verde, dall’altro impediscono l’intervento concreto di bonifica andando a ritardare e modificare tutta la programmazione. Appena il clima ci darà una tregua si cercherà, pertanto, di intensificare gli interventi al fine di recuperare nel più breve tempo possibile. Così è già avvenuto nelle giornate in cui il maltempo ci ha lasciato qualche spiraglio per poter operare. La zona di Biodinet di piazza della Repubblica, per esempio, è già stata oggetto d’intervento nei giorni scorsi, prima che la pioggia tornasse a fermarci».—
Riproduzione riservata © Il Piccolo








