L’Ersa dona 70 ulivi censiti 3600 alberi

Antonio Boemo / GRADO
Sono in preparazione a Grado i terreni e le aiuole dove saranno collocati 70 ulivi. Le piante sono dono dell’Ersa nel contesto di un progetto di valorizzazione e conservazione di specie autoctone (all’incirca tre per ogni varietà diversa). Si tratta di piante giovani che da due anni si trovano nel vivaio forestale di Tarcento. Il progetto dell’Ersa è partito nel 1990 quando sono state raccolte 23 accessioni di ulivo, dal Carso al Collio e in altre zone del Friuli Venezia Giulia. Nel 2018, con l’intenzione di mettere in sicurezza il materiale genetico è stato deciso di raccogliere e moltiplicare le accessioni presso altri campi, in cui le condizioni pedoclimatiche fossero favorevoli. Ecco così che l'Ersa arriva sino a Grado. Dopo un sopralluogo congiunto effettuato dal tecnico dell’Ersa, Marco Stocco, e dal responsabile del verde pubblico del Comune di Grado, Emiliano Facchinetti, è stato stabilito, infatti, che Grado è una delle sedi idonee. Queste le zone scelte: l’area verde nel tratto tra il ponticello che porta a valle Le Cove e il ristorante che dà sul canale dei Moreri oltre che nella stessa Valle Le Cove. Altri ulivi saranno messi a dimora poi in Sacca dei Moreri e in valle Goppion, in particolare in via Umbria e via Venezia Giulia. Alcune piante saranno sistemate inoltre in altre zone dell’isola dove sono state riscontrate delle mancanze. La settantina di ulivi andranno così a implementare il patrimonio arboreo dell’isola che è già consistente.
Parliamo, infatti, di 3.600 alberi che sono già stati inventariati ma che andranno sommati a tanti altri che sono a esempio quelli della Valle Cavanata e delle altre aree naturali del Comune ma anche di altre zone boschive.
Ma in fatto di alberi alcuni residenti di Valle Goppion segnalano che buona parte degli alberi del vialone d’ingresso del rione, recentemente rifatto, sono a rischio. Lungo questo vialone sono stati tagliati una sessantina di pini per far posto ad altre alberature che però sono state sistemate poco centrate rispetto all’aiuola o al marciapiede, anzi quasi tutti senza alcuna precisione, ma che sono anche storti e addirittura con le radici che emergono dal terreno. Ciò significa che col tempo si rischia che queste alberature, al di là del lato estetico che in ogni caso è brutto da vedere, possano anche cedere o deperire. Insomma un lavoro mal fatto che se raffrontato con altri che sono stati identici lavori con alberi messi a dimora nelle vie contigue al vialone centrale (la posa degli alberi è stata fatta da due ditte diverse) sono invece stati messi a dimora pressoché perfettamente. Sempre lungo il vialone, ma dal lato opposto sono state create delle ampie aiuole per lasciare al loro posto i pini esistenti. Purtroppo queste aiuole sono colme di sassi anche di grandi dimensioni che non riescono a venir nascosti dall’erba. Due sono i casi: o si tolgono tutti i sassi per far crescere bene l’erba che sarebbe la cosa più bella e gradita, oppure si ricopre tutto - ma è decisamente meno esteticamente accattivante - con altro materiale come è stato fatto da altre parti della città. —
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