L’Evraz riprende la produzione
SAN GIORGIO DI NOGARO. Conto alla rovescia per gli operai della Evraz Palini e Bertoli: meno uno al rientro in produzione. Giornata epocale domani per i 113 lavoratori: dopo oltre due anni dalla chiusura dell’impianto di laminazione, l’azienda riapre i cancelli e riparte con la produzione. Una ripartenza offuscata però da una situazione economica difficile: da marzo non percepiscono la cassa integrazione. Se la situazione non si sblocca per molti di loro sarà un Natale problematico per i nove mesi di mancati “stipendi”. Come sottolineano Luigi Oddo della Uilm- Uil e Fabiano Venuti della Fim- Cisl, «tutto è dovuto al fatto che non è ancora stata effettuata la verifica, in azienda, dell’ispettorato del lavoro, passaggio essenziale per valutare che tutto sia in regola per procedere con l’iter per i pagamenti: solo con l’ok degli ispettori le procedure andranno avanti e di conseguenza i saldi mancanti».
Venuti aggiunge che i sindacati stanno facendo tutto il possibile per accelerare i tempi. Mentre Oddo spera che la situazione si risolva quanto prima per il «bene della famiglie che sono in difficoltà».
Ritornando alla riapertura dell'impianto di laminazione di Evraz (gruppo del magnate russo Roman Abramovich), come spiega Giuseppe Mazzotta della Fiom-Cgil, a entrare domani nell’impianto saranno circa sessanta addetti, di cui una parte procederà nella messa in funzione di un forno. Per ora si lavorerà per un solo turno. In merito ai restanti 50 lavoratori della Palini e Bertoli, verranno mezzi in cassa integrazione ordinaria fino a marzo: da quella data tutti i 113 addetti saranno rientrati nell’impianto. (f.a.)
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