Libri e giocattoli speciali donati al reparto di neuropsichiatria

Bumbaca Gorizia 09.05.2019 HUEEP azienda sanitaria, dono giochi © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 09.05.2019 HUEEP azienda sanitaria, dono giochi © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Un momento di festa e di incontro ha caratterizzato, lo scorso mercoledì, una donazione di giocattoli destinati ai bambini seguiti dal reparto di Neuropsichiatria infantile di Gorizia da parte dell’associazione GeCo (Genitori consapevoli). Si tratta di libri e giochi speciali adatti a stimolare diversi tipi di competenze, materiale che potrà essere utilizzati, nell’ambito del loro lavoro quotidiano, dai professionisti che operano nella struttura.

Lo stesso reparto ha ricevuto anche un cicloergonometro da parte dell’Ass2. Come ha chiarito Devid Cescon, psicologo dell’azienda sanitaria “Bassa friulana Isontina”, al parco Basaglia è attiva un’equipe multidisciplinare deputata alla prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dei disturbi del neurosviluppo, neuropsicologici e psicopatologici in età 0-17 anni. Uno spazio piuttosto frequentato. «L’anno scorso abbiamo registrato circa 800 accessi, tra quelli nuovi e quelli vecchi di persone già in cura. Tanti sono i casi di autismo ma ciò si deve anche a un maggior ricorso alla diagnosi precoce dei disturbi mentali. Tale pratica comporta di solito anche un intervento precoce», ha aggiunto Cescon.

Oggi i pediatri consigliano fin da subito determinati percorsi alle famiglie. «Rispetto agli anni ’70, ’80 e ’90 c’è una maggiore distinzione tra le diverse patologie psichiche. Non a caso, se da un lato i casi di autismo sono di più, allo stesso tempo si riscontra una diminuzione delle altre malattie mentali. Inoltre – conclude lo psicologo – una volta era molto difficile che si ricorresse a un diagnosi prima dei 6 anni». Sempre sentendo gli addetti ai lavori, il maggior ricorso a quello che è, a Gorizia, un servizio territoriale di primo livello, è dovuto anche al fatto che sono ormai conosciuti alcuni progetti per bambini da 0 a 3 anni e da 0 a 6 anni affetti da autismo che qui si stanno portando avanti. Ciò spiega quindi parte degli accessi alla struttura.

Per quanto riguarda invece l’associazione GeCo, non è la prima volta che si spende in donazioni (in questo caso del valore di circa 2 mila euro). «Questa nostra ultima azione si inserisce in un percorso più lungo e complesso che vuole sostenere i percorsi riabilitativi con oggetti materiali che spesso mancano in queste strutture. Possono aiutare i singoli professionisti con la psicomotricità, il linguaggio, la manipolazione e la fisioterapia, a beneficio di bambini dai 18 mesi in su», ha raccontato il presidente del sodalizio, Gabriele Grudina.

L’associazione GeCo è nata nel 2009 ed è costituita da disabili, genitori e familiari di disabili. Tra le sue finalità ha quella di adoperarsi per migliorare la qualità della vita nel soggetto disabile affinché possa diventare autonomo, socialmente ed economicamente, pur mantenendo positivi legami con la famiglia d’origine. Il sodalizio collabora con altri enti pubblici sia in ambito socio-sanitario che scolastico, oltre che con il reparto goriziano di Neuropsichiatria infantile. La direttrice, Oriana Chiarparin, dal canto suo ha voluto sottolineare l’importanza della dimensione territoriale del Distretto e di tutte le collaborazioni che al suo interno vengono attuate. Un progetto complessivo di salute pubblica che unisce l’Aas ma anche le famiglie, le associazioni e il Comune di Gorizia (per il quale era presente l’assessore al Welfare, Silvana Romano). —

E.M.

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