Liliana Segre scrive a Ziberna «Grazie per la solidarietà»

La parlamentare sopravvissuta ad Auschwitz rinuncia però alla visita a Gorizia Il primo cittadino: «Le porterò personalmente il sigillo trecentesco della città»
Bumbaca Gorizia 09_10_2019 Inaugurazione parco giochi al parco del castello © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 09_10_2019 Inaugurazione parco giochi al parco del castello © Foto Pierluigi Bumbaca



Mentre non si placano le reazioni per la bocciatura del conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre, la senatrice a vita ha risposto alla lettera inviatale, sin dal giorno successivo al Consiglio comunale fiume, da Rodolfo Ziberna, in cui le comunicava - fra le altra cose - la decisione di consegnarle il sigillo trecentesco della città di Gorizia.

«Signor sindaco, la solidarietà di Gorizia, che ella rappresenta è per me motivo di grande gioia e la ringrazio infinitamente».

Queste le parole con cui la parlamentare sopravvissuta ad Auschwitz ha risposto alla missiva inviatale qualche giorno fa dal primo cittadino, in cui la metteva a conoscenza dell’importante ruolo avuto dalla comunità ebraica a Gorizia e di come la città abbia vissuto «con grande dolore la deportazione di tutti i suoi componenti, il cui ricordo non solo non è mai venuto meno ma viene costantemente alimentato da numerose iniziative».

Il primo cittadino, esprimendo alla senatrice a vita tutta la stima e la solidarietà della città, le aveva spiegato la scelta, attuata in consiglio comunale dalla maggioranza di centrodestra, di astenersi, durante il voto sulla concessione della cittadinanza onoraria «per una concreta testimonianza di opposizione a qualsiasi forma di strumentalizzazione politica delle vicende di cui Lei è stata, suo malgrado, protagonista».

Ziberna aveva, quindi, allegato alla lettera la mozione, già illustrata nell’ultimo consiglio comunale e depositata, in cui si evidenzia la ferma volontà di riconoscere «i terribili torti subiti da tutte le comunità ebraiche, condannando nel modo più assoluto l’Olocausto nel suo complesso e l’antisemitismo, e chiedendo la concessione della cittadinanza onoraria all’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), in rappresentanza dei cittadini goriziani di religione ebraica scomparsi nei campi di concentramento nazisti, facendo si che non a un solo singolo vada il pensiero di amministratori e di cittadini ma ad un’intera collettività che è stata vittima della ingiustificata barbarie scatenata dall’odio».

La risposta della senatrice Segre, dunque, non si è fatta attendere. Ed è arrivata a stretto giro di posta, con l’apprezzamento «per l’atteggiamento espresso dal sindaco verso la comunità ebraica, rammaricandosi di non poter viaggiare fino a Gorizia, data l’età e gli impegni istituzionali, per ritirare il sigillo trecentesco della città», spiega il sindaco Ziberna.

Che aggiunge e annuncia. «Vuol dire che andrò io stesso a consegnarglielo a Roma perché sarà un’occasione per accendere nuovamente i riflettori sulla tragedia dell’Olocausto e su ciò che è accaduto a Gorizia quel tragico novembre del 1943, quando l’intera comunità ebraica fu deportata. Ma anche sulla sensibilità e la determinazione con cui la nostra città ha sempre, orgogliosamente, rivendicato l’appartenenza della comunità ebraica alla storia di Gorizia».

Un pensiero, in ultimo, a chi «continua a polemizzare» dopo l’ultimo, difficile Consiglio comunale. «È su queste basi che respingiamo ogni strumentalizzazione di quel dolore che ha sconvolto l’umanità, per il quale noi proponiamo la cittadinanza onoraria di Gorizia a tutta la comunità ebraica».



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