L’inclusione sociale dall’economia E la Regione “screma” le aziende

Coniugare la mission dell’inclusione sociale con le logiche dell’economia di mercato. Questo il tema del convegno organizzato ieri mattina a Palazzo de Bassa dalla Camera di commercio della Venezia Giulia. Economisti, docenti, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e dirigenti hanno portato il loro contributo all’incontro intitolato “L’inclusione lavorativa è responsabilità sociale di impresa come processo di innovazione”.
Un confronto con lo scopo di individuare strategie capaci di orientare risorse e strumenti utili a favorire l’inclusione lavorativa di persone fragili. Fuori dal Palazzo, nel giardino della Camera di commercio, ha trovato spazio anche Marco Cavallo, l’equino azzurro in cartapesta ideato da Basaglia e portato a Gorizia nell’ambito dell’iniziativa. Un messaggio anche per i giovani presenti in sala con una piccola rappresentanza: la classe terza del Liceo Slataper di Gorizia, indirizzo Scienze Umane. Hanno partecipato all’incontro anche le cooperative sociali “Arcobaleno” e “Il Mosaico”.
In apertura è intervenuto l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, ricordando che «la responsabilità sociale dell’impresa l’abbiamo riscoperta in questo secolo, ma ha caratterizzato lo sviluppo del nostro tessuto produttivo durante tutto l’Ottocento e il Novecento, basti pensare al ruolo delle grandi società sul nostro territorio rispetto ai servizi che dovevano essere messi a disposizione dei lavoratori. Da Trieste con le case per i lavoratori dell’Arsenale a Monfalcone con le abitazioni edificate dalla famiglia Cosulich, sono alcuni esempi in una regione in cui molti sono stati gli interventi di questo tipo. Ora – ha aggiunto – servono risposte nuove rispetto ai problemi di disabilità perché nell’ultimo secolo sono emersi molti problemi di fragilità. Come Regione sosteniamo le aziende che danno risposte sociali nel contesto in cui si inseriscono: un esempio concreto è l’abbattimento dell’Irap per le aziende che tramite la contrattazione collettiva di secondo livello fanno iniziative sociali nei confronti dei propri lavoratori».
Il presidente della Cciaa, Antonio Paoletti, ha invece introdotto il convegno specificando che aveva «l’obiettivo di sensibilizzare e informare le imprese sulle opportunità offerte dall’inclusione lavorativa». Non semplici assunzioni, ma percorsi di socializzazione e integrazione. «Il Comune di Gorizia – ha invece evidenziato il sindaco Rodolfo Ziberna – è molto attento a questi temi e interviene direttamente attraverso lavori socialmente utili e di pubblica utilità, ma anche attraverso i tirocini collettivi. Siamo attivi anche assieme ai centri per l’impiego e altre realtà per creare possibilità di inclusione per persone svantaggiate, mentre assieme all’Azienda sanitaria operiamo per le persone che presentano delle situazioni difficoltà anche nell’ambito sanitario».
L’economista Fulvio Mattioni, nel primo panel moderato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti del Fvg, Cristiano Degano, ha fatto poi presente che i disabili fisici dopo la crisi del 2008, anche in regione, sono aumentati a causa di infortuni sul lavoro e incidenti stradali. C’è però un lato positivo: il collocamento regionale ha speso più energie per valorizzare le abilità professionali dei disabili. –
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