L’incognita delle buste non spaventa i liceali Grande Guerra e Joyce tra gli argomenti

La soddisfazione della gradese Emily Facchinetti che sogna un futuro in una casa editrice. Serena invece cuore di mamma
Bonaventura Monfalcone--foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone--foto di Katia Bonaventura



Busta numero 1, busta numero 2, busta numero 3. Non è un quiz di una delle tante trasmissioni che presentava Mike Bongiorno e neanche una lotteria per vincere un premio, ma è un “mistero” che aleggia sul nuovo esame orale che stanno affrontando anche i 342 studenti isontini assieme ai colleghi nazionali.

Del Buonarroti ci sono 94 studenti, dell’Isis Brignoli-Einaudi-Marconi di Staranzano 111 e dell’Isis Sandro Pertini 137.

Una novità in assoluto, quindi, nell’appuntamento finale per ogni candidato dell’esame di maturità 2019, dopo la riforma avviata dall’ex ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e portata a termine in questo anno scolastico dal ministro Marco Bussetti. Un metodo che tiene in ansia e mette preoccupazione ai ragazzi, un vero salto nel buio per la maggior parte, in quanto il colloquio comincia con l’incognita degli argomenti nascosti nelle buste. La commissione ne prepara, infatti, tante quanti sono gli studenti di classe, più due (altrimenti l’ultimo ha una sola busta e non tre come vuole il regolamento), con gli argomenti preparati dai professori sulla base dei programmi svolti durante l’anno.

Con un’estrazione a sorte il presidente sceglie tre buste e il candidato ne estrae di volta in volta la sua. Questa contiene l’argomento da cui avrà lo spunto per cominciare.

Ecco un esempio di come si è svolto ieri l’esame orale della gradese Emily Facchinetti, frequentante il liceo linguistico che nella mattinata ha affrontato la prova essendo fra le prime in lista. Dopo le operazioni di prammatica della presentazione del documento di riconoscimento e dell’apposizione di alcune firme sul verbale, il presidente di commissione Gianfranco Brandalise ha mostrato alla ragazza tre buste. Lei, un po’ titubante, ne ha scelta una, l’ha aperta e ha estratto la fotocopia di un articolo apparso sul Corriere della Sera. Il titolo era: “L’Italia dichiara guerra all’Austria e all’Ungheria”. Un argomento di storia, dunque, che ha dato la possibilità a Emily di cominciare l’orale e cercare di collegarsi ad altre materie. L’esame è durato circa un’ora. Superata l’emozione iniziale, è riuscita a trovare gli agganci giusti per il collegamento a materie di indirizzo con gli argomenti preparati dai professori sulla base dei programmi svolti. Prima dell’esame Emily ha espresso il desiderio di laurearsi in Lettere, ma non insegnare nelle scuole, ma dare invece il contributo professionale a una casa editrice nazionale.

Vuole diventare, invece, una campionessa di tennis Serena D’Ercole di Cervignano, che ha appena terminato davanti alla commissione a indirizzo sportivo. «Non mi lamento della prova – afferma – anche se ero emozionata. Ero felice perché mi ha accompagnato mamma. Poi dalla busta è uscito Joyce, l’ho collegato a Trieste e alle altre materie». Incoraggiati da tanti colleghi di classe, sulle spine Sebastian Pian di Fogliano che vuole diventare dirigente management e Alessandro Petrucci di Torviscosa che frequenterà il Conservatorio di Vicenza per studiare musica, ma soprattutto per diventare un virtuoso della batteria. —

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