Lodo (perso) Irisacqua A San Canzian arriva il conto da 10 mila euro
. Il lodo, perso, per rovesciare la nomina di Giambattista Graziani ad amministratore unico di Irisacqua costerà 10.216,37 euro al Comune di San Canzian d’Isonzo. La stessa cifra che dovranno sborsare tutti i Comuni sopra i 3 mila abitanti tra i 12 che hanno impugnato la decisione effettuata nell’aprile del 2018 dalle amministrazioni locali amministrate dal centrodestra o che con queste si sono schierate, forti della maggioranza delle quote societarie. Quelli che tra i 12 sono sotto i 3 mila residenti dovranno comunque sborsare 6.136,37 euro. La ripartizione della copertura dei 94.036,43, in cui sono inclusi i costi della terza arbitrale, del legale della controparte (cioè Irisacqua) e della segreteria. L’importo è stato stabilito lo scorso mese, ma solo in questi giorni l’amministrazione di San Canzian ha deliberato per prendere atto degli esiti del lodo arbitrale del 28 marzo e che per effetto dello stesso le amministrazioni ricorrenti, cioè i Comuni di Doberdò, Farra, Gradisca, Grado, Mariano, Romans, Sagrado, San Lorenzo Isontino, Savogna, San Canzian d’Isonzo, Staranzano e Villesse, sono state solidalmente condannate al pagamento delle spese arbitrali e di controparte per un totale appunto di 94.036,43 euro, cassa previdenza, spese generali e Iva incluse.
La giunta ha quindi approvato i criteri di riparto delle spese tra i Comuni ricorrenti, che verseranno le cifre dovute a Irisacqua che le ha anticipate. San Canzian, comunque, aveva già accantonato in via prudenziale 5.253 euro a copertura del costo del collegio arbitrale, ma ora dovrà aggiungervi altri 4.963 euro, avviando la procedura del debito fuori bilancio, visto che il lodo arbitrale rituale è stato equiparato dalla recente giurisprudenza a una sentenza esecutiva
Nonostante l’esito negativo della “vertenza”, l’amministrazione di San Canzian e gli altri 11 Comuni stanno valutando di presentare ricorso al lodo, come riferisce il sindaco Claudio Fratta. «Mi pare che le motivazioni dei Comuni che hanno effettuato l’azione siano chiare – afferma Fratta –, perché si tratta di mantenere la natura “in house” della società, quanto in sostanza l’ha resa una realtà efficiente e virtuosa. Nel momento in cui, però, si vota solo per quota e i Comuni “minori” non hanno più alcun controllo, questa natura secondo noi viene meno. Ed è questo che ci preoccupa».
Ai Comuni che hanno impugnato la nomina di Graziani, tutti governati dal centrosinistra o quasi, non interessa, come sottolinea il sindaco di San Canzian, «distruggere la società, anzi». Se nessuna delle 12 amministrazioni starebbe valutando di uscire da Irisacqua, allo stesso tempo però gli enti locali non hanno rinunciato a presentare un ricorso al lodo arbitrale. «Abbiamo tempo fino al 26 giugno e una valutazione verrà quindi effettuata dopo le elezioni amministrative che coinvolgono alcuni dei 12 Comuni», spiega Fratta, ieri reduce dall’assemblea di Irisacqua che ha approvato il bilancio della società, dando il via libera alla sottoscrizione di finanziamenti con gli istituti bancari finalizzati a proseguire l’operazione di sostituzione delle tubature in cemento amianto presenti nel territorio isontino con altre in materiale plastico. «Del resto non vedo come ci possa essere una mediazione nell’elaborazione dei nuovi Patti parasociali – aggiunge il sindaco di San Canzian –, visto che l’oggetto del contendere è il fatto che a una testa corrisponda a un voto, cui di fatto si sono opposti i “soci di maggioranza” ». —
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