L’omaggio di Trieste al nuotatore Bruno Bianchi scomparso 60 anni fa

Inaugurata la mostra permanente e presentato il libro “Bruno Bianchi – Una vita per il nuoto” (Luglio editore) di Matteo Contessa e Umberto Sarcinelli 

Roberta Mantini
L'inaugurazione, alla piscina Bianchi, della mostra permanente dedicata a Bruno Bianchi. Foto servizio di Andrea Lasorte
L'inaugurazione, alla piscina Bianchi, della mostra permanente dedicata a Bruno Bianchi. Foto servizio di Andrea Lasorte

A sessant’anni dalla Tragedia di Brema, mercoledì mattina si è tenuta una cerimonia per ricordare Bruno Bianchi alla piscina di Trieste a lui intitolata. Un appuntamento sentito non solo dal mondo del nuoto, ma anche dai numerosi triestini presenti.

Quando il cuore si fermò a Brema: 60 anni fa la tragedia che spazzò via il meglio del nuoto italiano
Bruno Bianchi

La mattinata dedicata a Bruno Bianchi si è svolta in due momenti: l’inaugurazione della mostra permanente e la presentazione del libro “Bruno Bianchi – Una vita per il nuoto” (Luglio editore), scritto a quattro mani da Matteo Contessa e Umberto Sarcinelli.

All’evento hanno partecipato alcuni componenti della famiglia Bianchi, tra cui il nipote Bruno che ha tagliato il nastro della mostra insieme all’assessore comunale allo Sport Elisa Lodi e alla presidente della sezione di Trieste dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia, Laura Sterni.

Numerosi gli esponenti del mondo del nuoto, a partire dal presidente della FIN FVG Sergio Pasquali e dal direttore del Centro Federale Franco Del Campo, fino a Enrico Samer e ai dirigenti della U.S. Triestina Nuoto e della Pallanuoto Trieste, oltre alle autorità militari e a una numerosa platea di cittadini.

Tra loro anche il generale Silvio Mazzaroli, compagno di banco di Bianchi al liceo Oberdan, che durante la presentazione del libro ha raccontato uno spaccato della loro vita scolastica e quell’ultima telefonata prima della partenza di Bianchi per Brema, con la promessa di incontrarsi al suo ritorno.

La mostra permanente è stata allestita al primo piano dell’impianto natatorio, dove nel 2016 è stato inaugurato il busto dedicato al giovane nuotatore triestino.

L’esposizione racconta il percorso di Bruno Bianchi dagli esordi all’Unione Sportiva Triestina Nuoto fino alle convocazioni in nazionale, alle partecipazioni internazionali e alle esperienze olimpiche di Roma 1960 e Tokyo 1964, affiancando ai risultati agonistici il ritratto di un atleta ricordato per le sue qualità umane: semplicità, cordialità e una naturale capacità di farsi voler bene.

Riproduzione riservata © Il Piccolo